Il triangolo Di Pietro – Grillo – De Magistris spegne l’opposizione


Per dimostrare i limiti di Antonio Di Pietro, rappresentante più di altri dell’antiberlusconismo, sono state sufficienti le recenti elezioni regionali. Oltre a non strappare agli avversari risultati degni di nota l’ex magistrato ha dovuto prender atto della nuova concorrenza.

In molte regioni il Movimento 5 stelle di Grillo ha fatto la differenza. In Piemonte ha consegnato addirittura il posto di Governatore al leghista Roberto Cota che fin dalle prime dichiarazioni pubbliche ci ha fatto capire la regressione che intende attuare nel territorio da lui amministrato.

Se alle prossime elezioni i grillini dovessero aumentare, con modalità e tempi già adottati dall’Italia dei Valori a suo tempo, Antonio Di Pietro avrebbe un problema amplificato dagli errori politici che i suoi avrebbero commesso. Luigi De Magistris, delfino del leader, secondo quanto scritto da Grillo sul suo blog avrebbe parlato a nome del Movimento 5 stelle senza averne il diritto.

Scrive Beppe Grillo sul suo blog:

“Parla a nome del Movimento 5 Stelle senza averne l'autorità. Il popolo viola (chi è?) con le manifestazioni sovvenzionate dai partiti è per lui un punto di rifermento. De Magistris il 26 marzo scorso ha pure preso la tessera, finalmente.

Si è iscritto a Napoli. Ma quando si parla di Grillo e dei grillini, risponde ben diversamente dal leader dell'Idv. Dice, infatti: «Noi dobbiamo essere il ponte di collegamento con il movimento di Grillo e non solo.

Dobbiamo essere il perno di congiunzione con tutti i movimenti. Il popolo viola. Il popolo che era alla meravigliosa manifestazione del 5 dicembre scorso. Chi non è andato a votare. Dobbiamo dialogare con tutti loro. E io ho intenzione di fare passi politici e concreti, tutti in questo senso»". I passi, se li faccia da solo”.

Evidentemente non è solo Pier Luigi Bersani ad avere problemi con la propria coalizione.

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