Ore 12 - La metamorfosi del "Popolo viola". Nasce "Resistenza continua"

altroNon è il ritorno a “Lotta Continua” degli anni ’70. E’ solo l’addio al popolo “viola” del NoBday dello scorso 5 dicembre.

E così la corrente “Resistenza viola” si trasforma in “Resistenza continua”, consumando l’ennesima scissione dei movimenti di sinistra, o comunque di chi è antiberlusconiano per vocazione.

Non sempre, in politica, la diversità e l’originalità è sinonimo di posizione più avanzata, di idee lungimiranti, di stimolo e “spinta” per le forze politiche e sindacali tradizionali. Quasi sempre è il frutto di confusione ideale e progettuale, di ricerca di visibilità, di distinguo da lana caprina: cioè di infantilismo politico.

Lo sbocco è quell’”estremismo malattia infantile del comunismo” che si ripete, come se la storia non insegnasse nulla. Il pluralismo rivendicato per la scissione dei “viola” va incasellato nell’ “eclettismo” snobistico. E il grado più alto di lotta culturale, di battaglia delle idee, tanto conclamati, non è altro che l’ennesima furbata del capoccia di turno che ritiene se stesso e il suo movimento, indispensabili e insostituibili.

Più che la ricerca orgogliosa di autonomia per un “passo avanti”, si riproduce lo stantio refrain del nulla.

“Resistenza continua” vuole condurre la battaglia antiberlusconiana senza “contaminazioni”, in beata solitudine. Per sostituire la “prassi” con un’altra “prassi”. Buon pro gli faccia.

Rimirare il proprio ombelico è una virtù cui certa sinistra ha sempre dedicato le migliori energie.

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