Raghad Hussein: la figlia di Saddam non ha bisogno delle quote rosa



Tutte le necessarie considerazioni che vengono scritte sull’emancipazione femminile ancora non raggiunta in politica scompaiono in giorni come questi quando, ad esempio, l’Interpol annuncia pubblicamente di occuparsi di Raghad Hussein, figlia primogenita del Rais.

Secondo quanto riportato dai quotidiani italiani, la piccola Saddam (così è stata soprannominata la donna la cui tenacia ricorda quella del padre) sarebbe la mente degli attacchi terroristici che in queste settimane sono stati fatti a Bagdad.

Dalla Giordania, dove è protetta dal sovrano Abdallah a patto che non crei problemi, raccoglie soldi destinati alle colonie di nostalgici baathisti (così si chiamano gli esponenti del Baath, l’ex partito di Saddam Hussein) che a loro volta lo condividono con le basi che sono state create in punti strategici del Medio-Oriente.

Altro che moderno Occidente. Mentre i vari leader europei e statunitensi predicano l’aumento delle donne in politica in Asia sempre a comandare sono le massaie: Sonia Gandhi in India e Benazir Bhutto (prima di essere uccisa) in Pakistan hanno fatto molto meglio dei colleghi pro quote rosa, palliativo per nascondere i vari scandali.

Angela Merkel non è diventata una delle persone più importanti della scena politica europea esclusivamente per meriti suoi. La sua indiscussa capacità manageriale è emersa meglio grazie alle deficienze di Gordon Brown e Nicolas Sarkozy, diventato ormai solo il signor Bruni.

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