Vertice Bossi-Berlusconi: Galan all'agricoltura, riforme a guida leghista


È tempo di tracciare un bilancio del vertice Bossi-Berlusconi di ieri ad Arcore, in cui il leader del Carroccio ha fatto valere tutto il peso guadagnato dal suo partito nell'ultima tornata elettorale. Innanzitutto la questione della successione a Zaia. Qui la guida leghista del Ministero dell'agricoltura è stata sacrificata sull'altare di ben più importanti risultati inseguiti dal partito per il prossimo futuro.

Sarà dunque accettata la sostituzione dell'attuale governatore del Veneto con il suo predecessore Giancarlo Galan. Chi conosce bene le cose padane sa che Galan è considerato quasi alla stregua di un nemico politico (la cosa è ovviamente reciproca) e in cambio di questa concessione l'asse Bossi-Calderoli (presente al vertice col capo) ha piazzato una serie di carichi sulla bilancia degli accordi.

La questione delle riforme e della madre di tutte quante - ci riferiamo naturalmente al federalismo - è stata centrale, e questa volta difficilmente il Carroccio accetterà le consuete dilazioni da parte del governo centrale. Sono anni che la Lega spinge sull'acceleratore con scarsi risultati, e ora cerca finalmente di passare all'incasso. È stata dunque stilata una sorta di road map che comprende anche le altre riforme considerate urgenti; prima fra tutte la giustizia.

Saranno dunque due anni di fuoco, per i quali è stato messo nero su bianco un metodo di lavoro. La trafila approvata vedrà i ministri competenti predisporre un testo da passare al tavolo dei coordinatori, per un esame preventivo, in attesa di approdare prima al Consiglio dei ministri e infine in Parlamento.

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