Berlusconi, Bossi e Bossi Jr: il "patto della trota"


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Si può ridere e piangere allo stesso tempo? In Italia sì, se ci si riferisce al teatrino della politica.

Il summit di ieri ad Arcore fra Berlusconi e Bossi, viene presentato dai “grandi” media come fosse quello di Yalta, fra Roosvelt, Churchill e Stalin. E’ vero, quelli si spartirono il mondo e, questi, si spartiscono solo l’Italia. Anzi l’Italietta che resta.

C’è chi scrive addirittura che “ questa diarchia (Berlusconi-Bossi Ndr) ieri ha mostrato ancora una volta non solo di tenere ma di proporsi come un vero e forte motore di cambiamento”.

Ma non è sempre la stessa diarchia che governa il Paese e l’ha ridotto a una … “ciofeca”? Le uniche riforme saranno solo ed esclusivamente a vantaggio della … diarchia e dei loro prezzolati amici (pennivendoli compresi).

Il “sultanino” Renzo, alias Bossi jr, la (ex) trota, ha presenziato il summit, dando al mondo il termometro dell’Italia di oggi.

Ribadiamo quanto scritto da un nostro lettore: “Non si può veramente vedere il trota, l’elemento mancante fra l’homo padanensis e l’homo abilis, andare a negoziare riforme con il governo, mentre fa il consigliere dell’expo, il consigliere regionale, il presidente di una associazione di giovani (sic!) imprenditori, pagato decine di migliaia di euro ...al mese, spinto dal popolino delle 700 euro al mese. Siamo un paese SENZA SPERANZA”.

E’ l’Italia del “Patto della trota”.

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