E Mastella disse basta

Alla fine ha dovuto mollare, Clemente Mastella, colui che, con le sue “picconate” ha dato un contributo fondamentale ad affossare il governo Prodi. Lasciato solo da tutti, l’ex guardasigilli ha gettato la spugna. All’inizio, qualche giorno fa, si era parlato di un Udeur solitario alle prossime politiche, magari strizzando l’occhio alla coalizione di centro che avrebbe potuto accoglierlo sul filo di lana (anche perché Silvio Berlusconi non lo aveva voluto nel PDL), ma le recenti dichiarazioni di Pezzotta e Casini, che avevano escluso un apparentamento con Mastella, devono avergli dato il colpo di grazia.

Attorno a lui si era creato un vuoto incolmabile, era diventato l’uomo nero da evitare ad ogni costo, quasi dimenticando che il merito della caduta di Prodi era proprio suo; molti dei suoi fedelissimi lo avevano abbandonato, gli attacchi della magistratura lo avevano indebolito e adesso ha detto la parola fine: nel nuovo parlamento non vedremo alcun Mastella (ovviamente non Clemente, ma certamente neppure Sandra Lonardo, la moglie,– presidente dell’assemblea regionale Campana – e neanche il figlio).

Ed è lo stesso guardasigilli a comunicarlo amareggiato: “Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi (…) sono diventato una sorta di uomo nero, di cui liberarsi e sul quale scaricare tutte le responsabilità del sistema politico”. Se la rinuncia di Mastella rappresenterà la fine dell’Udeur, è certamente presto per dirlo, ma la fuga di molti dei suoi uomini fidati verso altre bandiere è significativa. Un fatto è certo: se fino ad oggi l’Udeur era isolato politicamente, da stasera lo è ancora più. Chi festeggerà? Quasi certamente i suoi ex alleati del PD e forse anche la controparte del PDL che accogliendolo tra le sue file avrebbe avuto, secondo i sondaggi, un sensibile calo di consensi (alcuni dicono fino all’8%).

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO