Fannulloni e (o) nullafacenti. E' il (Gianni) Letta pensiero


Il vespaio sollevato dal mini ministro Brunetta sui "fannulloni" della PA è stato poco più (o poco meno) di un sasso lanciato in una palude.

L’ “inviolabile” popolo della pubblica amministrazione, dopo un primo momento di sconcerto, ha ripreso il ritmo di sempre: i pochi onesti, coscienziosi e preparati tirano la carretta e i tanti disonesti e furbi fanno i … “furbetti”.

La riforma dello stato, la riforma della funzione pubblica,amministrazioni locali comprese, è, con la sanità, la scuola, la giustizia, quella sempre promessa da tutti i governi e mai realizzata. Tutti hanno sempre promesso di cambiare tutto e tutto è sempre rimasto come prima, o addirittura peggio di prima.

Sul tema torna nientemeno che il compassatissimo sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta il quale getta (inconsapevolmente?) altra benzina sul fuoco … sopito. "Nella pubblica amministrazione 'il numero dei fannulloni e' grande ma e' molto piu' grande quello dei nullafacenti, cioe' di coloro che vorrebbero ma non possono fare, non per colpa propria ma per ragioni altrui'. Letta dixit.

Tradotto, più o meno, significa che una parte non fa niente e l’altra parte … pure. Ad maiora.

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