Pagella Politica: il fact-checking si fa sul web

Un gruppo di giovani volenterosi svela le panzane dei politici

Si fa tanto parlare di "fact-checking" ogni volta che un politico si lascia andare a dichiarazioni avventurose: se ne parla ma in pochi lo fanno, soprattutto chi dovrebbe essere pagato per farlo. Quante volte, di fronte a un'affermazione quantomeno controversa, i grandi giornali si sono limitati a riportarla senza commento, o al contrario ad attaccarla senza riscontro? A fare da "cane da guardia" della verità ci prova ora il sito PagellaPolitica.it che passa in rassegna le bugie e le stupidaggini dette dai nostri rappresentanti in Parlamento. "Perché le bugie hanno le gambe corte" recita la tagline del sito.

PagellaPolitica utilizza una graduatoria di veridicità in cinque step: Vero, C'eri quasi, Ni, Pinocchio andante, Panzana pazzesca. I responsabili del sito prendono una dichiarazione, riportata integralmente e con video annesso come controprova, e la sottopongono a un implacabile verifica delle fonti arrivando quindi a individuare quanta verità c'è in ogni frase. Le dichiarazioni possono essere segnalate dagli utenti, l'importante è che, secondo le linee guida, si basino su fatti e dati verificabili.

Un esempio? PagellaPolitica è stato tra i primi a svelare il pasticcio di Roberta Lombardi del M5S sui rimborsi alle imprese. La capogruppo grillina aveva parlato di "regalia alle banche" perché una parte dei rimborsi andava agli istituti creditizi, ma il sito ha spiegato che non c'era niente di oscuro, ma semplicemente comprato i crediti verso la PA, e comunque si trattava di una cifra irrisoria rispetto al totale.

Ancora: Berlusconi che nega apertamente di aver proposto Monti come leader dei moderati, o Brunetta che si inventa una fiducia preventiva che il premier incaricato deve dimostrare prima di passare in Parlamento, o Monti che fa una lettura confusionaria dell'andamento della pressione fiscale sotto i governi precedenti. Una grande varietà di argomenti passati al setaccio con competenza e precisione.

Ma chi c'è dietro il progetto? 9 staffer e 2 collaboratori, tutti molto giovani, laureati e specializzati con master, spesso all'estero, appassionati di politica. L'idea è nata lo scorso ottobre, prendendo ispirazione dai siti americani Politifact.org o Factcheck.org, che fanno della verifica delle dichiarazioni la loro ragione di vita. Il sito è on-line da ottobre, e ha avuto una prima ondata di visibilità grazie al fact-checking sui dibattiti delle primarie Pd, e quindi sulla campagna elettorale. Ora, grazie anche alle segnalazioni degli utenti, non c'è dichiarazione (verificabile) che sfugga alla loro lente.

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