Calderoli ministro, tra "porcelli" e ... "porcellum"


Va sicuramente colto il monito di Peppino Caldarola sull’uomo porcellum, alias Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione per hobby e leghista verace a tempo pieno.

Quando uno come Calderoli si agita come ha fatto l’altro ieri sulle Riforme, si alza un polverone che inguaia tutti, spiazzando amici e nemici. Il risultato è scontato: una nuova “porcata”.

D’altronde, che si pretende da un “signore” che definì “porcata”, appunto, la propria legge, quella legge elettorale, causa prima degli attuali equilibri politici?

Il ministro è noto per le sue battute sopra le righe e ... senza velo.

È lui che disse: «Dare il voto agli extracomunitari non mi sembra il caso, un paese civile non può far votare i bingo bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi». E sui diritti civili : «La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… qui rischiamo di diventare un popolo di ricchioni». Sempre forte e chiaro: «Non sono xenofobo ma dico cose xenofobe». E sull’elezione del papa tedesco: «Si chiama Benedetto XVI, avrei preferito Crautus I».

Ecco, questo è uno del “circus” ai vertici della casta del potere, cui gli italiani hanno affidato le loro sorti (e quelle dei loro figli).

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