Afghanistan: gli italiani di Emergency hanno confessato. Ma anche no

La notizia bomba della mattinata riguarda i 3 membri di Emergency arrestati nei giorni scorsi con la gravissima accusa di aver preparato o collaborato a preparare attentati contro le autorità afghane. Nella struttura ospedaliera in cui operavano sono state effettivamente ritrovate armi e quant'altro, ma vista la situazione chi può dire che non siano state introdotte ad arte?

Vediamo la versione degli inquirenti:

«Nel corso delle perquisizioni abbiamo trovato esplosivi, comprese delle granate, cinture esplosive ed armi nascoste nelle scatole delle medicine. Gli esplosivi sono stati introdotti in Helmand camuffati da rifornimenti medicali». E sempre secondo il portavoce Ahmadi, «i fermati avevano legami con la Shura Quetta talebana, il consiglio ribelle in esilio in Pakistan e sono stati »pagati 500 mila dollari per compiere l'attacco»

Ora il Sunday Times ha però pubblicato delle indiscrezioni (non confermate) per cui i 3 - Marco Garatti, Matteo Pagani e Matteo Dell'Aira - avrebbero confessato, unitamente agli altri 6 arrestati. Parole credibili? Per ora registriamo solo una prima reazione del Governo italiano, con il Ministro Frattini che dichiara di non voler credere che un proprio connazionale possa aver fatto nulla del genere.

Quanto al fondatore di Emergency Strada, ha invece escluso categoricamente questa possibilità, sollevando il solito vespaio di polemiche. Non ha infatti resistito alla tentazione di rincarare la dose cercando la contrapposizione dialettica tra Emergency che "cerca di portare a casa vite umane" e i soldati della forza di pace che invece farebbero esattamente il contrario.

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