Ritorna l'eterno Prodi e dichiara "Spazziamo via la dirigenza nazionale del Pd, solo organi federali"


Periodicamente Romano Prodi si tira fuori dalla naftalina e si mette a commentare la situazione del Pd con toni critici. Probabilmente è rimasto ferito da come venne fatto fuori dal Governo e da come venne accantonato nel partito e a ogni sconfitta del Pd (dal 2006 in poi praticamente sempre) interviene a gamba tesa sui suoi (ex) compagni di partito. In questo caso, con un buon politichese, propone una specie di rivoluzione del partito

La direzione nazionale del Pd sia formata soltanto dai segretari regionali, eletti ciascuno tramite le primarie. Bisogna avere il coraggio di cancellare gli organismi nazionali con le sue infinite code di benemeriti e aventi diritto, compresi gli ex segretari di partito e gli ex presidenti del consiglio

Insomma un cambiamento in senso federale del movimento con un attacco non esplicito ma piuttosto chiaro ai vari D'Alema, Fassino, Veltroni ecc che da anni si passano la palla della gestione del partito. Qualcuno ha ipotizzato che, per Prodi tramite queste parole, Pierluigi Bersani sia già sulla via del pensionamento. Il segretario nicchia ma intanto già monta la polemica nel partito con un attacco all'ex Presidente del Consiglio da parte dell'onorevole Merlo

Ci mancava ancora il Presidente Prodi a fornire l'ennesima ricetta per attenuare la recente e pesante sconfitta politica ed elettorale del Pd. Se è certamente vero che la flessione del Pd risponde anche a scelte politiche del suo gruppo dirigente, è curioso che adesso a mettere in discussione il segretario nazionale Bersani sia addirittura l'ex presidente del Consiglio per sostituirlo con una dirigenza collegiale formata dai segretari regionali. Ma non diciamo da tempo, tutti e senza eccezioni, che la forza di un grande partito popolare e di massa, soprattutto se all'opposizione, è anche quella di non cambiare ogni sei mesi il suo segretario? Prodi si è già pentito di questa semplice e quasi banale osservazione?


Qualcuno già ipotizza un asse Prodi-Chiamparino visto che il Sindaco di Torino da sempre propone una struttura e un radicamento in ottica federale del Pd, sempre più concentrato su polemiche interne piuttosto che sullo stare vicini alla gente. E questa pietra gettata nello stagno si inserisce immediatamente nel gioco del momento su quale sarà il leader del centrosinistra alle prossime politiche, visto che Bersani è già indebolito anche in considerazione di un mezzo fallimento alle regionali del suo gioco delle alleanze (soprattutto quella con l'Udc, praticamente ininfluente ovunque).

Sarà Chiamparino la pedina sostenuta dal professore? Ma soprattutto ci attenderanno ancora mesi/anni di continui litigi interni?

  • shares
  • Mail
12 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO