Caso Emergency in Afghanistan: la protesta in rete continua, mentre gli operatori lasciano Lashkar-gah

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Mentre l'opinione pubblica inizia a farsi un'idea di quello che è successo a Lashkar-gah, in Afghanistan, ancora nessuna notizia dei tre operatori sequestrati: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani. Emergency fa sapere di non avere nessuna novità, e di non poter più lavorare nella sede in mano alla polizia afgana.

Mentre Frattini riesce incredibilmente a peggiorare le sue dichiarazioni (ieri a Skytg24 ha chiamato i tre operatori sotto sequestro "imputati", parola evidentemente molto familiare al suo partito), i talebani fanno sapere - ce ne fosse bisogno - di non avere nessun tipo di accordo con Emergency.

Pare proprio che ad avercela con Gino Strada e soci sia, come accennavamo ieri, la NATO e le forze alleate, infastidite dagli "occhi scomodi di Gino Strada", come li ha chiamati Massimo Fini oggi su Il Fatto Quotidiano. Facebook intanto registra oltre 70.000 adesioni alla protesta in meno di 24 ore.

Mi sembra normale che i nostri operatori non abbiano confessato niente perche' non c'e' niente da confessare e, in secondo luogo, non e' stata formulata alcuna accusa. Tanto piu' che non sono stati nominati ne' un avvocato dell'accusa ne' una della difesa

Gino Strada ribadisce con nettezza la posizione di Emergency, sottopressione per motivi che non c'entrano nulla con il terrorismo. Sin dalla sua nascita, Emergency si configura come organizzazione che non bada al colore della divisa quando si tratta di curare e salvare vite umane, quindi è più che comprensibile che intrattenga anche rapporti civili con la parte talebana, una dei protagonisti di questa guerra.

Ricordate il ruolo centrale avuto da Gino Strada nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo? Emergency è scomoda perchè la Nato non vuole che i talebani ricevano cure mediche, come dimostrato nell'assedio di Marja, dove venne rifiutato un corridoio umanitario, in barba alla convenzione di Ginevra.

Emergency si è sempre spesa in prima persona per denunciare questo comportamento barbaro delle forze alleate, e l'impressione è che ora, in vista delle nuove offensive in Afghanistan (obiettivo Kandahar), coloro che esportano la democrazia abbiano deciso di fargliela pagare. Approfittando anche dell'atteggiamento incommentabile di chi quei cittadini avrebbe il dovere di difenderli.

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