L’omofobia di Tarcisio Bertone zittisce tutti



Le dichiarazioni di Italo Bocchino (secondo il quale è meglio un Primo Ministro omosessuale che leghista) oltre a non tener conto di una serie di pettegolezzi secondo i quali un importante adepto di Umberto Bossi avrebbe avuto come amante un cantante italiano dichiaratamente omosessuale, colma il silenzio della maggioranza e dell’opposizione sulle esternazioni omofobe di Tarcisio Bertone.

Come riportato dai colleghi di queerblog.it l’esponente ecclesiastico pur di ammettere che la Chiesa, di cui è portavoce, deve risolvere un problema ha riportato in auge l’assioma “pedofilo= omosessuale”. La teoria, come sottolineato ieri sera da Giuseppe Cruciani, è stata sconfessata persino dagli psicologi cattolici.

Sottolineare i limiti del Cardinal Bertone in queste sede non ha senso. Soffermarci sull’omertà dei politici italiani invece sì. Adottando le linee guida di certi quotidiani che oggi non hanno pubblicato le foto riguardanti i graffiti fatti sulla casa nativa del Papa, Benedetto XVI, i politici italiani hanno deciso di tacere sullo scandalo di cui si stanno occupando praticamente tutti.

Intervistato dalla Stampa è stato lo stesso Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatorio Romano, ad ammettere che i preti pedofili non catturano l’interesse dei giornalisti italiani.

Tutti, da Silvio Berlusconi a Pier Luigi Bersani, dovevano dissociarsi da quanto affermato da Tarcisio Bertone. E’ inutile masturbarsi intellettualmente proponendo riforme e riforme se neanche a parole si attua un cambiamento.

O meglio. Si certifica che qualcosa è cambiato. Oggi, infatti, la consulta costituzionale si pronuncerà sull’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali. Amen.

Foto | angelocruciani.com

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