Referendum legalizzazione della Cannabis: i Radicali ci riprovano

Questa mattina i Radicali hanno presentato in Corte di Cassazione sei quesiti referendari e alcune proposte di legge di iniziativa popolare. Tra loro, la legalizzazione delle coltivazione di Cannabis


Legalizzarla per davvero via referendum non si può, lo impediscono delle leggi internazionali. Quello che però si può fare in ambito di cannabis, hashish e marijuana è depenalizzare e legalizzare la coltivazione privata (come proposto nel disegno di legge della radicale Bernardini nella scorsa legislatura, che non fu nemmeno discusso). Da sempre uno dei pallini in ambito di diritti civili del gruppo guidato da Marco Pannella, quella per le droghe leggere è una campagna che i Radicali non intendono lasciar perdere, anche sulla scia di quanto successo in alcuni stati degli USA. Chissà, forse anche per provare a recuperare qualche consenso, visto che il loro partito non è più in Parlamento e in verità rischia proprio l'estinzione.

La proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della coltivazione è stata consegnata questa mattina alla Corte di Cassazione, assieme ad altre proposte e contemporaneamente a quesiti referendari su alcuni degli argomenti da sempre cavallo di battaglia dei Radicali (prima che gli venissero sottratti dal Movimento 5 Stelle): finanziamento pubblico dei partiti, il sistema dell'otto per mille, le leggi sull'immigrazione e sugli stupefacenti, il divorzio breve. Misure che consentirebbero di risparmiare tra i 5 e i 10 miliardi di euro.

L'obiettivo, come sempre, è raggiungere la fatidica quota di 500mila firme, e a questo scopo è stato appena creato il sito (LiSostengo) per approfondire le questioni e impegnarsi in prima persona. Ecco cosa si dice a proposito delle droghe leggere:

Il proibizionismo ha fallito. In Italia ci sono 3 milioni di consumatori abituali, 400 mila piccoli spacciatori, 30 miliardi di euro circa il giro d’affari per le mafie. Il 42% dei detenuti è dentro per violazione legge stupefacenti. In vista di una completa legalizzazione, vogliamo eliminare il carcere per i fatti di lieve entità e riformare la politica criminale. Se vincesse il referendum, verrebbe eliminata per tutte le violazioni che riguardano fatti di lieve entità (ad es coltivazione domestica, possesso e trasporto di quantità medie, condotte border line tra consumo e piccolo spaccio) la pena detentiva mentre rimarrebbe la sanzione penale pecuniaria della multa da 3mila a 26 mila euro. Per via referendaria, a causa delle convenzioni internazionali stipulate dall’Italia, una legalizzazione completa non è raggiungibile. Ma è la nostra prospettiva

I Radicali rialzano la testa e provano a riconquistare l'attenzione del loro potenziale elettorato - il tutto mentre Emma Bonino è in pole per la presidenza della Repubblica - attraverso i temi che li hanno resi noti tra i più giovani. E se adesso i giovani guardono principalmente al Movimento 5 Stelle, ecco che il segretario Mario Staderini non si fa problemi a chiedere proprio a Beppe Grillo & co. una mano, in un'intervista all'HuffPost.

"I referendum sono sei (sul sito però se ne vedono solo cinque, ndr), ognuno tocca temi che possono interessare le varie forze politiche. Abbiamo bisogno di un aiuto per superare gli ostacoli: per i finanziamenti pubblici da abolire ai partiti, ad esempio, penso ai renziani. Per questioni come la cannabis, o come l'idea di snellire dalla burocrazia i referendum, magari proponendo forme digitali, guardo a i Cinque Stelle. Perché non aiutarci? Abbiamo bisogno di autenticatori di firme. E' questo è il momento di agire"

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