Antonio Di Pietro: "L'Idv con il Movimento 5 Stelle". Ma Grillo lo sa?

In un'intervista al Fatto quotidiano vagheggia di alleanze

È un Antonio Di Pietro abbattuto ma ancora attivo quello intervistato dal Fatto Quotidiano, il giornale che un tempo era la sua voce di riferimento prima che passasse a spalleggiare il Movimento 5 Stelle. E allora forse non è un caso che proprio in questa occasione l'ex pm di Mani Pulite cerchi di allacciare di nuovo un rapporto con Beppe Grillo, arrivando addirittura a parlare di un'alleanza tra l'Idv e i Cinque stelle.

In realtà, nell'intervista a Beatrice Borromeo Di Pietro sembra piuttosto confuso rispetto alle modalità dell'accordo.

E davvero, dopo la disfatta, a tendere la mano all'Italia dei Valori è proprio Beppe Grillo, vero vincitore delle ultime Politiche?

Ne stiamo discutendo. Parlo spesso sia con Beppe che con Casaleggio, con cui ho già lavorato in passato. Ma prima del matrimonio dobbiamo capire cosa faremo da grandi: la coalizione di domani non può essere di pura protesta.

Quindi Di Pietro parla addirittura di una coalizione con il M5S. Sì, proprio quello che non vuole avere niente a che fare con i vecchi partiti. È vero che Grillo in passato non ha mancato di esprimere stima verso Di Pietro, ma erano altri tempi, era un Grillo ancora non pienamente sceso nell'agone politico e che appoggiava esternamente i candidati dell'Idv (pensiamo a Luigi de Magistris o a Sonia Alfano). Oggi la posizione dei 5 Stelle è decisamente più radicale: e poi l'Italia dei Valori è un partito che non si è presentato alle scorse elezioni, se non all'interno del contenitore Rivoluzione Civile che in totale ha preso meno del 4%. Non proprio un partner imperdibile.

D'altronde di una coalizione M5S-Idv si vagheggiava anche nei mesi scorsi, e l'ex pm aveva corteggiato il comico dicendogli "Se vai da solo ti fregano". A giudicare dai risultati elettorali, non è andata proprio così.

Allora tanto vale accreditarsi oggi come interlocutore di Grillo e Casaleggio, per ritagliarsi magari un ruolo da "pontiere" con il Pd in futuro. E le pretese di Di Pietro sono ragionevoli:

Un mio passo indietro sarebbe necessario, perchè l'Idv possa procedere senza pesi sulle spalle. D'altronde non aspiro a tornare in Parlamento. Farei non da padre nobile, ma da attivista del partito

Quando però gli chiedono se rinuncerebbe al simbolo del suo partito, Di Pietro cambia registro

Piano, già per sposarsi dobbiamo essere in due, vuole pure sapere in che casa andremo ad abitare?

Anche se è quello che ha appena fatto per Rivoluzione Civile. Per Ingroia sì e per Grillo no?

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