Giulio Tremonti promosso dall’Economist e bocciato in Italia. Tutta colpa di Mariastella Gelmini

Come anticipato da Affaritaliani.it e Cerazade il settimanale Economist avrebbe promosso il Ministro italiano dell’Economia Giulio Tremonti sostenendo che l’attuale Governo Berlusconi si differenzia da quelli precedenti per via del taglio alle spese in eccesso fatto dallo stesso Tremonti.

Secondo il settimanale il Ministro avrebbe invece sbagliato la stesura della più recente legge finanziaria nonché sull’approvazione dello scudo fiscale, utile per far ritornare in patria tutti i capitali che gli evasori fiscali avevano deciso di accumulare al di là dei confini italiani.

Al di là di come la possa pensare una testata giornalistica, presa come esempio dai mass media italiani solo in rare occasioni (su tutte quella riguardante la copertina con la quale l’Economist bocciava Silvio Berlusconi), l’articolo che promuove Giulio Tremonti omette una delle uscite più infelici dello stesso Ministro.

Come raccontato in più occasioni dall’economista Tito Boeri, per evitare di spiegare agli italiani che la decrescita del PIL (Prodotto Interno Lordo) testimoniava meglio di molti studi quanto il nostro paese non se la stia passando bene in questo momento, il Ministro Giulio Tremonti ha pubblicamente chiesto di valutare il benessere del nostro paese prendendo in esame altri parametri.

Secondo questi nuovi indicatori, dichiarava a gennaio l’esponente politico, l’Italia avrebbe al momento un welfare invidiabile. Unico nel suo genere tanto da far pensare che vada bene.

Chissà se della stessa opinione sono anche gli insegnanti su cui si è abbattuta la cesoia di Mariastella Gelmini che senza la benedizione di Giulio Tremonti non avrebbe potuto spacciare il maestro unico come progetto culturale.

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