Lo strappo Fini-Berlusconi. Nasce Pdl Italia. Rischio elezioni anticipate?



Nel tardo pomeriggio di ieri si è consumato il da tempo atteso strappo tra il "ribelle" Gianfranco Fini e Berlusconi. Alle sue radici il forte scontento dell'ex-leader di An per i rapporti di forza all'interno del partito di maggioranza, che soprattutto dopo le ultime elezioni favorirebbero ampiamente la Lega Nord.

Fini ha presentato una serie di richieste anti-Carroccio che il Premier ha fondamentalmente rifiutato, provocando la reazione decisa del capo di un drappello di parlamentari (circa una settantina) che ora meditano di riunirsi in un gruppo a se stante. Il nome del gruppo è già pronto, si chiamerà Pdl Italia, rimarcando così la contrapposizione col partito di Bossi senza fuoriuscire dal proprio, almeno nell'immediato.

E d'altronde Fini è stato chiaro: "Berlusconi deve governare fino alal fine del suo mandato, in quanto eletto e voluto dal popolo". Una posizione prudente e avveduta, che gli consente di prendere tempo, ben sapendo che lo stesso elettorato non perdonerà l'autore dello strappo.

Gli scenari ora sono variabili. Berlusconi potrebbe spingere per far fuori lo scomodo co-fondatore del Pdl, come ha fatto balenare ieri Schifani, andando a elezioni anticipate. Oppure potrebbe lasciarlo nel suo brodo, attendendo che sia Fini a fare un primo passo che si sa, gli costerebbe carissimo.

Magra consolazione, la possibile alleanza con l'Udc che da tempo lo attende a braccia aperte. Ma dove può andare un partito di centro Fini-Casini? Mah.

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