Berlusconi e Fini, Pdl caos. Berlusconi, Fini, Bossi, centrodestra caos.


C’è chi, come quelli “felpati” dell’Udc, parlano democristianamente di “questione interna al Pdl”.

E chi, invece, come il “verace” Umberto Bossi, prende il toro per le corna e, fuori dai denti, dice: “La vedo male”.

Dopo lo scontro fra Berlusconi e Bossi, la prospettiva di un crack politico non è più un tabù. Anzi, mentre Fini chiama a rapporto le truppe e fa la conta per capire fin dove può spingersi nello strappo, fuori dal Pdl si “spinge” il presidente della Camera perché faccia saltare il tappo della bottiglia.

Insomma, questa sarebbe l’occasione d’oro tanto attesa, per l’implosione interna del Pdl.

Si chiede a Fini di non mollare, di far saltare il fallimentare bipolarismo coatto, di lanciare un progetto politico inedito, puntando a un “kadima” Made in Italy. Un riformismo tricolore di gente “perbene”, di solidi valori e ideali, in cui possano convivere, in termini federali, Fini, Montezemolo, Rutelli, Casini, componenti del Pd e spezzoni significative della “società civile” contrari al bipolarismo, al berlusconismo, a Silvio Berlusconi e all’involuzione “medioevale” della Lega.

Intanto, giusto per parlar chiaro, Berlusconi chiosa: “Fini? Se vuole andare vada”. E Bossi, rilancia: “Meglio il voto del rimpasto”.

Gran casino nel centro destra. Non c’è che dire: “Buon” uso del … consenso elettorale

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