Primo sgambetto di Galan a Zaia: torna la sperimentazione sugli Ogm


Non ha perso tempo Giancarlo Galan, neo-ministro Pdl dell'Agricoltura. Non potendo recarsi al suo primo consiglio dei ministri "agricoli" europei causa nube vulcanica, ha pensato bene di ingannare il tempo rilasciando un'intervista al Giornale, in cui enuncia i principi di fondo del suo mandato.

E tra domande e risposte di entità più o meno trascurabile, come se il leader del Carroccio Umberto Bossi gli voglia bene oppure no (a volte sì, a volte chissà) e i rapporti col nuovo corso della regione Veneto (ma che volete che risponda, non è mica il ministro degli affari regionali) è saltata fuori la bomba.


    In materia di Ogm lei ha una visione meno dogmatica del suo predecessore Zaia (che ne era fierissimo oppositore, NdR)

    "Ho trovato una decisione condivisa presa da Zaia e appoggiata dagli altri ministri. Ricordo però che il ministero può fare molto per la ricerca."

    Vuol dire che da ministro rilancerà la ricerca sugli Ogm?

    "Rispetto a un tempo tutto è cambiato. Pensare che dire di no a una cosa significhi dire di no a tutto è folle."

Virata di 180° verso la ricerca, dunque; e per ricerca intendiamo in primo luogo sui geneticamente modificati. L'Italia si allineerà così alla tendenza generale dei paesi occidentali e non, seguendo la dottrina per cui dagli Ogm non si può più prescindere.

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