Emergency: Franco Frattini parla della chiusura dell’ospedale in Afghanistan



Il rilascio dei tre volontari di Emergency non chiude la polemica aperta nei giorni scorsi dal Governo italiano, reo di aver tutelato i collaboratori di Gino Strada solo dopo una mobilitazione reale. In Italia e all’estero.

A poche ore dalla notizia riguardante il ritorno in patria di Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani durante il programma radiofonico “un giorno da pecora” il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha precisato che per la liberazione dei tre volontari non è stata pagata nessuna contropartita.

Secondo quanto dichiarato dall’esponente politico la chiusura, si spera e si suppone, momentanea dell’ospedale afghano dove i tre volontari lavoravano non sarebbe stata decisa per velocizzare l’archiviazione della vicenda.

Storia che certo non ha permesso al nostro paese di distinguersi a livello internazionale. Infischiandosi dell’accordo che tra Emergency e il Ministero degli Esteri esiste, come più volte ricordato da Gino Strada negli ultimi giorni, Franco Frattini si concede oggi il privilegio ipocrita del gongoleggio.

Se davvero il titolare della Farnesina crede, come ha dichiarato alla radio, che l’organizzazione non governativa faccia un buon lavoro oltre a rimangiarsi le dichiarazioni rilasciate poco più di una settimana fa, secondo le quali i tre volontari sono stati fermati a causa del pensiero politico di Gino Strada, dovrebbe impegnarsi affinché in Afghanistan Emergency possa continuare a lavorare.

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