Riforma Gelmini e federalismo. Sì alle graduatorie regionali


Torniamo a parlare della Riforma Gelmini dopo qualche tempo, perché è alle porte un grosso cambiamento che introduce, per così dire, una sorta di progetto federalista nella scuola. Il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini si è infatti espressa a favore della proposta avanzata dal governatore lombardo Formigoni e dalla Lega Nord di introdurre le graduatorie regionali.

L'innovazione, di cui si è parlato ieri in una riunione al Pirellone di Milano, anticiperebbe una riforma a livello nazionale esprimendo la Regione Lombardia come pilota del progetto. Ma come funzionerebbe?

Le scuole andrebbero a scegliere i propri insegnanti pescando da una sorta di albo regionale. L'albo sarebbe comunque aperto a tutti, dunque nessuna discrminazione territoriale, ma vedrebbe la grossa novità che i prescelti non potrebbero cambiare sede almeno per i 5 anni successivi.

In tal modo si otterrebbe finalmente una continuità didattica, andando nel contempo a colpire il malcostume tutto italico che vede professionisti di altre regioni fare concorsi lontani per chiedere immediatamente il trasferimento una volta diventati di ruolo. E come si sa ciò non avviene solo nel mondo scolastico ma anche in altri settori statali (vedi poste) che negli anni sono stati disastrati proprio da questa "opportunità".

Da registrare anche l'ovvia opposizione della Cgil che ha parlato subito di "proposta priva di senso e contraria al dettato costituzionale".

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