The day after. E adesso?


Dove eravamo rimasti? Al … “Finimondo”!

Con il cofondatore del Pdl contestatore totale e senza pietà: su Lega, giustizia, legalità, immunità di casta, unità nazionale, federalismo, immigrazione, democrazia, leadership, partito.

Con il muso d’uro e livoroso di Berlusconi che grida a Fini: “Guastatore! Dimettiti da presidente della Camera!”.

Con la “parade” dei “Cavaliere fans”, lautamente pagati, genuflessi di fronte al padre padrone. Con l’approvazione di un documento fotocopia di quelli che faceva passare Stalin nel plenum della terza internazionale.

E adesso, dopo la rissa in diretta, altro “capolavoro” del Made in Italy in pasto al mondo? Addio partito del “Predellino”! Addio partito dell’”Amore”! C’è solo da aspettare il passaggio nel “gran canyon”. L’imboscata (sulla giustizia?), annunciata e prossima, avverrà in Parlamento. Lì si consumerà l’atto finale di questo scontro. E sarà voto anticipato. A un passo dall’America … latina dei tempi che furono.

Il “centralismo carismatico” di Berlusconi ha subito il colpo più duro dalla sua “discesa in campo”. Forse siamo al de profundis del Cavaliere e del “Berlusconismo”. L’implosione del Pdl è nei fatti. E trascinerà maggioranza, governo, premier.

Fini ha lanciato il “pietrone”, disco verde per la destrutturazione del quadro politico. Spetta ora all’opposizione cogliere la novità e trasformarla politicamente, accelerando il cantiere dell’alternativa.

Chi crede alla possibilità di fermare la “deriva plebiscitaria del nostro sistema” deve prendere in mano il gioco, lanciando la carta di un inedito “patto repubblicano”. Con Fini dentro.

E’ l’ora di scendere in campo e giocarsi la faccia. Tutti. Potrebbe essere l’ultima occasione.

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