Ezio Mauro: "Le 10 domande a Berlusconi puro giornalismo"


"Abbiamo solo fatto giornalismo", questo il messaggio chiave che, di fronte alla platea dell'International Journalism Festival di Perugia, Ezio Mauro ha voluto lanciare ritornando sul tema delle "10 domande a Silvio Berlusconi". Impossibile non ricordare quella che era divenuta una battaglia del quotidiano La Repubblica all'indomani della visita a Casoria del Presidente del Consiglio per partecipare alla festa del 18esimo compleanno della sconosciuta Noemi Letizia.

Un evento apparentemente insignificante, ma sin dalle prime battute circondato da misteri, contraddizioni, omissioni che in sei lunghissimi mesi il giornale di Mauro ha cercato di porre al centro del dibattito, non solo nazionale.


L’avventura delle dieci domande è stata è un semplice e pure inchiesta giornalistica, nata nel momento in cui le contraddizioni di Silvio Berlusconi, sulla sua visita a Casoria, sono state evidenti a tutti.


Su questo punto Mauro vuole essere chiaro: non c'era nessun intento politico, nessuna oscura agenda. I fatti imponevano quegli interrogativi, e di fronte alla reticenza del Premier, Repubblica ha deciso di pubblicarli. Perché insistere per così tanto tempo? Per non addormentare l'opinione pubblica, per non permettere che il più generale diritto dei giornalisti a fare domande (e a contestare risposte non soddisfacenti) venisse calpestato e superato da un tipo d'informazione che è semplice megafono di comunicati stampa e ricostruzioni fantasiose che offendono l'intelligenza di chi conosce gli elementi sul terreno.

Le sollecitazioni del pubblico hanno sollevato perplessità sulla "riuscita" della campagna delle 10 domande. Lo stesso Ezio Mauro non si sottrae sottolineando come la scarsa solidarietà del giornalismo italiano (telegiornali, ma non solo) abbia portato ad un progressivo isolamento de La Repubblica sulla questione e alla conseguente "stanchezza" dell'opinione pubblica nel sentire parlare della trasferta a Casoria di Berlusconi. Paradossalmente tutto ciò mentre all'estero accadeva l'esatto contrario, basta guardare i numerosi articoli sul tema su quotidiani come Le Monde o il The Guardian.

Il Direttore di Repubblica ha commentato anche le risposte che Berlusconi ha affidato a Bruno Vespa concedendogli un’intervista per il libro "Donne di Cuori":


Ancora oggi sono incomplete ed ovattate. Senza contare che sono arrivate cioè attraverso il suo “notaio personale”, senza la presenza di un contraddittorio. Il che rivela anche un limite enorme per il Presidente del Consiglio: l’impossibilità di dire la piena verità sulla vicenda.

Incalzato sulla questione del conflitto d'interessi Mauro ha precisato che il suo giornale non è, e non aspira ad essere, il leader dell'opposizione a Berlusconi.


Siamo un giornale fatto di carta e di inchiostro il nostro compito è informare, far comprendere, e aiutare il cittadino ad essere più consapevole. In modo che una volta chiuso il giornale possa dire: è valso il prezzo del biglietto.

[Intervento di Gabriele Capasso]

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