Pd, ecco Barca "messia" del partito che non c'è. Quando Togliatti cacciò i "satrapi" del Pci

Alla sinistra, si sa, da sempre piacciono i manifesti. E Fabrizio Barca – ministro a tempo perso e leader politico in fieri – non sfugge alla regola lanciando il suo “manifesto” per l’unione dei democratici con Sel e altri soggetti. Quarantanove pagine ben scritte per “Un partito di sinistra, rinnovato e radicato nel territorio”. Nella seconda Repubblica c’è stato un continuo andirivieni da un partito all’altro, molti hanno usato il partito come un taxi, un salire e scendere a seconda delle convenienze personali. Ora Barca – studi a Cambridge e figlio d’arte con il padre Luciano fra i big del Pci – dismesso l’abito del tecnico si è messa in tasca la tessera del Pd per entrare nell’arena in un partito sempre diviso, sempre in mezzo al guado, sempre alla ricerca del messia. A prima vista, Barca sembra riproporre un mini Pci (“un partito saldamente radicato nel territorio, animato dalla partecipazione e dal volontariato”), come se la storia si fosse ferm

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