Il crollo della Grecia mette in discussione l'Unione Europea. Il sistema euro di fronte alla prova più dura

Anche se l'opinione europea dominante cerca disperatamente di nascndere il problema, risulta più che evidente che il caso Grecia ha scosso alle fondamenta il sistema della moneta unica. La frettolosa decisione di imbarcare a tutti i costi ogni paese del vecchio continente sta tirando la corda, e se in passato ogni segno di crisi è fortunosamente rientrato, questa volta ci sono tutti i presupposti per una paralisi di lungo termine.

Come tutti sapete, Atene è in preda a una catastrofe economica che non ha nulla di improvviso, ma è figlia di una gestione più che allegra delle proprie (esigue) risorse. Dopo aver ignorato il problema per anni, nella speranza che in qualche modo rientrasse da solo, il paese culla della democrazia si ritrova sull'orlo del baratro e solo un prestito multimiliardario da parte dei "parenti ricchi" lo può salvare.

Il problema è che non si registra grande entusiasmo da parte delle altre compagini europee, Germania in testa, per una soluzione onerosa e che soprattutto non incorpora alcuna garanzia di ripresa. Oltre al fatto che la crisi c'è per tutti, esiste anche il rischio di buttare un monte di denaro per niente.

La domanda dunque è: ma non ci si poteva pensare prima, quando paesi come Grecia e lo stesso Portogallo (ma rischiano di seguirne altri) non presentavano i crismi per l'affiliazione alla moneta unica, e soprattutto non manifestavano alcuna intenzione programmatica di rientrare dal proprio debito?

Valga per tutti l'esempio italiano, un paese che certo non ha mai navigato nell'oro. Inutile negare che la situazione-conti fosse difficile, ma l'Italia per una volta ha presentato un progetto serio, e piano piano si è allineata agli altri paesi, al punto da non costituire più alcun problema in questo senso. Identico discorso si potrebbe fare per altre nazioni, anche se ora non è questo il punto.

Il problema vero è un altro e si potrebbe sintetizzare nell'antico proverbio sulla bicicletta (l'hai voluta? pedala!). Se si è deciso di correre il rischio, si saranno previsti anche gli eventuali rimedi. O no? Tremiamo a pensare alla risposta.

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