Intervista - polisblog incontra Eleonora Voltolina, responsabile della Repubblica degli Stagisti



Il prossimo 29 settembre Silvio Berlusconi compirà 74 anni. Nello stesso giorno Pier Luigi Bersani, a cui è stata affidata l’opposizione, spegnerà 59 candeline. Entrambi, a loro modo, rappresentano un modello politico adatto a persone con una meno/andropausa conclamata.

Barack Obama, che ha dieci anni in meno dell’attuale segretario del Pd, qualcosa per le nuove generazioni lo sta facendo. Garantire a molti l’assistenza sanitaria è un passo in più. Non solo pratico.

In Italia, ormai, dei giovani si è smesso pure di parlare. Con Eleonora Voltolina, responsabile della Repubblica degli Stagisti, abbiamo ragionato anche di questo scoprendo che degli 80 candidati alle recenti elezioni solo in 8 sono riusciti a farsi eleggere. Uno di questi è Renzo Bossi.

Cos’è la Repubblica degli Stagisti?

Nato nel settembre del 2007 in forma di blog, è un sito dedicato ai giovani per approfondire la tematica dello stage attraverso news e inchieste, segnalare e incentivare le buone pratiche stagistiche, dar voce agli stagisti. E' registrato come testata giornalistica online e io, come giornalista, ne sono il direttore responsabile.

Il sito promuove fra le altre cose la Carta dei diritti dello stagista, manifesto di come dovrebbe essere il "buono stage", e il progetto Bollino OK Stage dedicato alle aziende che si impegnano a garantirne i criteri.

Il sito attualmente registra una media di oltre 30mila visite e 150mila pagine viste ogni mese e invia una newsletter settimanale a oltre 9mila persone. Le aziende che hanno aderito al Bollino sono oltre trenta. Abbiamo anche un gruppo su Facebook, a cui sono iscritte oltre 3mila persone, e abbiamo creato da pochi giorni una pagina, sempre su Facebook, dedicata alla Carta dei diritti dello stagista.

Lei si occupa da molto tempo di precariato giovanile. Cosa dovrebbe fare il Ministro Giorgia Meloni per tutelare i professionisti da poco entrarti nel mercato del lavoro?

Un intervento utile sarebbe certamente la creazione di un osservatorio sugli stage a livello nazionale, per monitorare l'utilizzo e l'efficacia di questo strumento e prevenirne gli abusi. Avevamo avanzato in occasione delle elezioni regionali una proposta simile a livello regionale: istituire un database regionale che raccogliesse tutte le informazioni relative all'attivazione di ogni stage.

Un database di questo tipo potrebbe coordinare il lavoro di uffici stage universitari, centri per l'impiego, scuole di formazione post diploma e post laurea, e tutti gli altri soggetti che fungono da enti promotori. Potrebbe essere condiviso con camere di commercio, associazioni datoriali, inps, inail e direzioni provinciali del lavoro per permettere di monitorare in maniera costante il rispetto della normativa (es. il numero di stagisti ospitabili contemporaneamente, correlato al numero di dipendenti a tempo indeterminato di una data azienda).

Il database, prevedendo campi specifici su data di inizio e di fine dello stage, data di inizio e di fine dell'eventuale proroga, entità del rimborso spese se presente e/o di altri benefit a favore dello stagista, e - cosa importantissima - esito dello stage, potrebbe anche fungere da osservatorio di fatto dell'universo stage regionale, diventando così lo strumento principale dell'azione di coordinamento e controllo dell'utilizzo dei tirocini.

In occasione delle elezioni regionali dello scorso marzo avete realizzato una serie di interviste a giovani candidati. Ci può spiegare il progetto e cosa è emerso da questo ciclo di interviste?

Si è trattato di un'iniziativa nata sul web per incentivare il ricambio generazionale in politica, promossa da me, dal professor Alessandro Rosina autore del saggio "Non è un paese per giovani", e da Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa di "Generazione mille euro".

Obiettivo: sostenere e dare visibilità ai candidati under 35. Ma purtroppo ne sono stati eletti ben pochi: solo otto su 80 in Lombardia (e due di loro sono stati "paracadutati" dall'alto: Nicole Minetti e Renzo Bossi), cinque in Piemonte, quattro in Veneto, due in Emilia - Romagna, uno in Umbria, tre in Liguria, sei nel Lazio, cinque in Campania, uno in Basilicata... e addirittura NESSUNO in Calabria! E finché ci saranno solo over 50 nelle stanze dei bottoni, sarà ben difficile che le nuove generazioni riescano a farsi sentire.

Realizzerete progetti analoghi? Se sì può darci delle anticipazioni?

Certamente questa iniziativa di "empowerment giovanile" non resterà l'unica, stiamo già pensando al futuro. Per adesso, posso solo ricordare a tutti che il Forum della Repubblica degli Stagisti è a disposizione di chiunque abbia voglia di raccontare la sua storia, la sua esperienza di stage ma non solo quella: il Forum è una piattaforma di dibattito a 360 gradi sulla condizione dei giovani italiani, e tutti sono i benvenuti a lanciare argomenti di discussione.
  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO