Adozioni: il colore della pelle non si può scegliere. Storica decisione della Cassazione


È una di quelle decisioni destinate a far discutere a lungo, anche perché non è facile determinare il minus valens tra diverse forme di libertà, e soprattutto perché tocca un tema assai sensibile in Italia, quello del razzismo, vero o supposto tale.

La procura generale della Cassazione, sollecitata dall'Associazione Amici dei bambini, si è pronunciata riguardo a una prima sentenza del tribunale dei minorenni di Catania, sconfessandola e dichiarando che una coppia non può fare distinzioni di razza e di colore della pelle nella richiesta di adozione, pena il decadimento del proprio diritto alla stessa.

È giusto o sbagliato? Cerchiamo di metterci anche nei panni di chi vuole adottare e richiede un bambino di "etnia europea" (così diceva la richiesta della coppia in oggetto). Si tratta di razzismo secondo voi? In alcuni casi forse sì, ma molte altre volte può trattarsi semplicemente del desiderio di avere un figlio simile a sè almeno dal punto di vista razziale, se già non si è potuto per via genetica.

Come vedete la soluzione non è scritta nella pietra, ma ci sono varie angolazioni da cui guardare il problema, spesso totalmente indipendenti dalla trita questione del razzismo, spesso citata a sproposito. Proprio per questo lanciamo un sondaggio d'opinione in stile referendario. Per sentire cosa ne pensano i lettori di PolisBlog.

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