Ore 12 - Pdl in tilt. Berlusconi teme l'imboscata "big bang" alla Camera

altroLa tegolata delle “irrevocabili” dimissioni del finiano Bocchino, numero due del gruppo Pdl alla Camera, sintetizzano la grave crisi politica del partito del “predellino”.

E quando il Governo va sotto alla Camera, come è successo ieri per un voto, è sempre un fatto politico. E’ la 46esima volta, dall’inizio della legislatura, che il Governo viene battuto nell’Aula di Montecitorio. E non sarà, quella di ieri, l’ultima volta.

Non si tratta solo di colpevole sciatteria di quella che Berlusconi definisce “Armata Brancaleone” (è uno schifo che parlamentari profumatamente pagati “marinino” il Parlamento quando si devono votare provvedimenti che interessano tutti) ma anche di segnali politici. E che segnali!

Il Pdl è allo sbando e la maggioranza è sempre più dilaniata (ieri c’è stata una rissa indecente fra “finiani” e “berlusconiani”). Le conseguenze di questa situazione da “separati in casa” si riflettono sul piano parlamentare.

Berlusconi sa che lo attendono ben altre prove, dove le “imboscate” possono essere fatali al premier e al governo.

Si … “annunciano” nuovi passi falsi su nodi fondamentali quali quello della giustizia. E altri nuvoloni promettono tempesta: la “inevitabile manovrina economica” dimostra lo stato pesante dei nostri conti pubblici. Non c’è un euro per far decollare la riforma del federalismo fiscale.

Bossi lo sa: finge di non saperlo, ma il suo viso è già “livido” e non passa giorno che dice ai suoi di tenersi pronti per il “botto”.

Oramai Berlusconi è sempre più stretto fra l’incudine e il martello. Non sarà facile, stavolta, per il Cavaliere, uscirne … indenne.

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