Torna D'Alema. E sul "caso Fini" riesce a far sembrare ragionevole pure Capezzone


Uno dei risvolti più negativi del moto di orgoglio che ha portato Gianfranco Fini ad avviare le pratiche per la separazione da Silvio riguarda senz'altro lo stuolo di dichiarazioni e letture più o meno allucinanti che quasi tutti hanno voluto regalare al mondo.

Ieri si diceva della saggia affermazione di Matteo Renzi, oggi ci tocca tornare in argomento per celebrare un'altra straordinaria vittoria della Volpe del Tavoliere, Massimo D'Alema. Con una mirabolante intervista sul Corrierone, Max the Fox riesce ad esternare: Fini non è diventato di sinistra e non è l'alleato di operazioni strumentali, ma è l'interlocutore importante - e per questo dialogo con lui da anni - di un centrosinistra che capisce che il Paese non si può più governare in questo modo, altrimenti non saremo capaci di affrontare i problemi di fondo.

L'ennesima strambata del leader minimo riesce a far fare bella figura pure a Daniele Capezzone, che ha buon gioco nella sua caccia alla volpe: Anziché dedicarsi, come farebbe un'opposizione ragionevole in qualunque altra parte del mondo, a ridefinire degli obiettivi, a costruire un programma credibile, a cercare leadership convincenti, D'Alema non trova di meglio che tentare maldestramente di annettersi chiunque, per una ragione o per l'altra, sia o appaia su posizioni di rottura, di contrasto o di polemica verso Silvio Berlusconi. Ricordare quando Nanni Moretti, dal palco, gridava: con questi leader non vinceremo mai? Appunto.

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