Intervista - polisblog incontra Giuseppe Lo Bianco autore di “Profondo Nero”

Nelle stesse settimane in cui il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, condivideva con i cittadini il proprio impegno a riaprire le indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini si scopriva che Marcello Dell’Utri è in possesso di uno dei capitolo di “Petrolio”, il libro incompiuto dell’intellettuale italiano.

Per capire se ci sono tra i due avvenimenti delle coincidenze abbiamo intervistato Giuseppe Lo Bianco che insieme a Sandra Rizza ha scritto “Profondo Nero”. Il libro, pubblicato lo scorso anno da ChiareLettere, prova a fare luce su un periodo scuro della storia italiana. La morte di Pier Paolo Pasolini, secondo gli autori, è infatti riconducibile a quelle di Enrico Mattei (presidente dell’Eni) e Mauro De Mauro (giornalista).

Nelle scorse settimane il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha proposto di riaprire le indagini riguardanti la morte di Pier Paolo Pasolini. Crede che la decisione dell´esponente politico sia giusta? Perché?

Penso che la decisione di Alfano di sollecitare la procura di Roma a riaprire il caso Pasolini sia giusta e anche un po' tardiva. Da almeno tre anni centinaia di intellettuali hanno sottoscritto un appello in questa direzione.

La ritrattazione di Pelosi, le nuove testimonianze acquisite dall'avvocato Stefano Maccioni e dalla criminiloga Simona Ruffini e l'esame dei reperti dell'Idroscalo ancora custoditi al museo criminologico di Roma possono finalmente chiarire che quella notte del 2 novembre il poeta e regista non fu vittima di una 'stupida lite tra froci' come attesta ancora una sentenza della Cassazione.

Secondo quanto si è appreso da giornali un capitolo del libro di "Petrolio", il libro di Pier Paolo Pasolini che non riuscì a pubblicare in vita, sarebbe in possesso di Marcello Dell´Utri. Si tratta solo di pura passione artistica o c'è dell´altro?
Non si può certo negare al senatore Dell'Utri di coltivare le buone letture, anche quelle datate nel tempo. Sorprende e sconcerta, pero', che quell'appunto 21, che noi consideriamo scomparso, e che raccoglie le pagine più buie di questo paese, sia ricomparso, almeno virtualmente, nelle mani di un parlamentare siciliano condannato per mafia. Come se per incanto si riannodassero nel presente fili mai davvero sciolti nel passato.

In "Profondo Nero" insieme a Sandra Rizza lei si occupa anche della morte di Enrico Mattei (presidente dell´Eni) e del giornalista Mauro De Mauro. Perché le tre morti sono riconducibili alla medesima pista?

La nostra tesi (che è anche quella del pm Vincenzo Calia) è che sullo sfondo di queste tre morti si siano mossi i poteri occulti legati alla destra economica di questo Paese che negli anni '60 e '70 gioco' un ruolo determinante nella strategia stragista della tensione in Italia.

Concludendo. Lei lavora in Sicilia. Negli ultimi mesi anche noi di polisblog.it ci siamo occupati delle bizzarrie del presidente Lombardo e delle alluvioni omicide. Dal suo punto di vista come sta procedendo il mandato del Governatore?
In Sicilia la classe politica più illuminata è costretta ad affidarsi al rinnovamento di Raffaele Lombardo, anch'egli colpito dall'accusa di mafia, uguale, nei metodi, ma ancora non sappiamo negli effetti, al governatore Cuffaro. La sopravvivenza del suo governo, dopo la lite pubblica tra Berlusconi e Fini, è appesa alla volontà del Pdl. Staremo a vedere....

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