Spaghetti western: duello Berlusconi, Fini, Bossi


Certo, peggio di Gianfranco Fini, sta adesso Silvio Berlusconi, che si trova il “traditore” sotto lo stesso tetto del partito del “predellino”.

Il premier vacilla fra l’euforia di una definitiva resa dei conti (sancita dal voto anticipato) e la depressione montante, tanto da far ipotizzare, nel chiuso di Palazzo Grazioli di fronte agli intimi … “gelati”, persino un “mollo tutto”.

Il Cavaliere, ovvio, lancia tali minacce solo per essere … “rincuorato” e spinto a risalire in sella per proseguire la “crociata” contro tutti i nemici, vecchi e nuovi.

Ma sulla graticola rischia di finirci pure il presidente della Camera, la cui coerenza si misurerà quanto prima. E non più solamente negli scontri verbali, ma con il voto parlamentare, dove si decideranno le sorti della maggioranza, del governo, del premier, ma anche quelle del leader della neo corrente di minoranza del Pdl.

Il caso Bocchino ha riproposto lo stato di degenerazione in cui verso oramai il partito di maggioranza.

Alla finestra, ma non troppo, incalza Umberto Bossi, che lancia dardi contro Fini: “Per una Balena bianca ormai è tardi, c’è già la Balena verde”.

Presto la conta. Conti salati. Chi sarà a saldarli? Il bello, il brutto o il cattivo?

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