Elena Kagan: una lesbica per la Corte Suprema degli Stati Uniti



Non accenna a placarsi lo scontro tra Barack Obama e la comunità omosessuale statunitense. A pochi dalla censura applicata dall’entourage del Presidente a delle manifestazioni organizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica sul matrimonio omosessuale scoppia un altro caso.

Al centro delle polemiche, come riportato dal Fatto, sarebbe Elena Kagan candidata a prendere il posto di John Paul Stevens che il prossimo giugno lascerà, per andare in pensione, la Corte Suprema.

La promozione dell’avvocato, come sostenuto da Den Domenech (repubblicano, assistente durante l’amministrazione Bush), darebbe soddisfazione ad una larga parte dell’opinione pubblica poiché fino ad oggi la Corte Suprema non è mai stata presieduta da un giudice apertamente omosessuale.

Alla Casa Bianca proprio l’accenno, ripreso poi da siti internet e televisioni, dell’orientamento sessuale di Elena Kagan avrebbe infastidito poiché ridurrebbe tutto al genere.

Non c’è dubbio che prima di essere lesbica l’avvocato ebreo, che non ha ancora fatto coming out pubblicamente, debba essere un professionista meritevole della Corte Suprema.

Di fatto l’osservazione di chi cura la comunicazione di Barack Obama non è da ritenersi del tutto giusta. Il colore della pelle del Presidente non gli avrà garantito un posto alla Casa Bianca. Certo è che ha fatto la differenza. Non si può negarlo.

Promuovendo Elena Kagan si sostiene implicitamente che davanti alla legge eterosessuali e gay sono uguali tanto quanto lo sono oggi nei posti di comando afroamericani e caucasici.

  • shares
  • Mail
13 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO