Rassegna stampa estera: la Lega Nord vista da lontano


La significativa avanzata elettorale del Carroccio alle ultime regionali ha attirato l'attenzione dei media stranieri, alcuni dei quali hanno cercato di spiegare il fenomeno-Lega ai propri lettori. Ad esempio il francese Le Monde ha mandato un inviato in una sezione milanese del partito:

In seguito alle sue vittorie elettorali in Veneto e Piemonte, la Lega vuole sistematizzare la ricetta del suo successo: forte presenza dei propri militanti sul territorio e formazione dei dirigenti, come faceva in altri tempi il Partito Comunista Italiano. (..) È Donato Trevisan ad aver avuto l’idea di questi “corsi serali” settimanali: “Bisogna, da un lato, spiegare che il federalismo è coessenziale alla nostra storia, e farla conoscere é alla base della [politica] del partito. Ciascuno dei presenti questa sera è un missionario, in seguito incaricato di riportare agli altri militanti quanto è stato detto. È una sorta di evangelizzazione.”

(..)Forse a causa della presenza dell’inviato speciale di Le Monde, viene da porsi una domanda per tentare di spazzare un dubbio: “Come è percepita la Lega al Parlamento europeo?” Risposta del deputato: “Ci si interessa più a Le Pen che a noi”, spiega Speroni. “Ma noi non abbiamo niente a che vedere con l’estrema destra. Siamo euroscettici, anche se al Parlamento italiano abbiamo votato a favore del trattato di Lisbona. Ci etichettano come razzisti, ma nel nostro gruppo (Europe of Freedom and Democracy [Europa della libertà e della democrazia N.d.T.] ) c’è un parlamentare di origine magrebina e un altro d’origine senegalese.” Non una parola sui suoi colleghi Matteo Salvini e Mario Borghezio, che occupano regolarmente la cronaca con i loro propositi xenofobi

Lo spagnolo El Pais ha invece puntato al vertice, intervistando Umberto Bossi, al quale sono state poste anche alcune domande scomode:

D. In generale, in Europa si guarda alla sua formazione politica come a un partito populista che fomenta in modo irresponsabile i peggiori istinti xenofobi delle persone.
R. Ci sono due modi di vedere la questione. Io dico che non fomento le paure della gente. Io me ne faccio carico e propongo soluzioni.
D. Per esempio?
R. La gente vuole mantenere il proprio posto di lavoro. La sinistra ci dice di accogliere tutti gli immigrati, ma ora non abbiamo lavoro per loro. Non è un discorso xenofobo di superiorità di una razza rispetto ad un’altra. Il problema è che non c’è abbastanza lavoro per tutti. È questione di non creare situazioni che generano criminalità. È facile per coloro che non hanno lavoro, sono senza soldi, senza cibo, diventare delinquenti.
D. Quindi gli immigrati regolari che lavorano potranno votare?
R. No, no per niente. Votano i nostri. E che votino Lega.

Il brasiliano Terra Magazine ha offerto invece un'immagine più contrastata del movimento politico nord-italiano:

L’ascesa del partito di Bossi ha fatto rabbrividire buona parte degli italiani e degli europei, e se ne capisce il motivo. La Lega è stata denunciata dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza per “uso intenso di propaganda razzista e xenofoba”. I membri più radicali del partito difendono posizioni dure, come l’espulsione degli immigrati, e sostengono che l’omosessualità è una malattia. La fama di razzista, xenofoba e omofoba deriva soprattutto dai discorsi e dalle posizioni di un uomo in particolare: Mario Borghezio. (..) Per capire la Lega Nord bisogna mettere da parte i vecchi libri di teoria politica. Mentre da una parte accoglie estremisti accusati di xenofobia come Mario Borghezio, dall’altra il partito difende posizioni storicamente considerate “di sinistra”. Alcuni dei suoi cavalli di battaglia sono i diritti dei lavoratori (a loro volta legati ai sindacati) e gli investimenti a favore della piccola imprenditoria che si oppone alle grandi multinazionali. “E’ un partito fortemente legato al localismo, esattamente com’era il Partito Comunista Italiano”, spiega Maria Sofia Corciulo, che insegna Storia delle Istituzioni Politiche all’Università di Roma La Sapienza

In un altro articolo, il magazine sudamericano ha messo in evidenza un'apparente bizzaria:

Il fatto curioso dei risultati della Lega in Toscana è che uno dei tre deputati eletti è brasiliano. Il commerciante Antonio Gambetta Vianna, 65 anni, fino ai 18 ha vissuto a Rio de janeiro. Figlio di Mauricio, carioca, e Edina, italiana di Pistoia, Antonio smentisce la vocazione xenofoba del suo partito. Racconta che i suoi genitori si conobbero durante la seconda guerra mondiale quando Mauricio fu un combattente del FEB [il contingente brasiliano composto da oltre 25mila uomini che affiancò gli Alleati, N.d.T.] contro nazisti e fascisti. E sottolinea che il vero obiettivo della Lega non è la secessione, ma il federalismo alla brasiliana. (..) E ricorda che la Lega, in Toscana, è veramente molto diversa da come si presenta nel nord Italia: l’addetta stampa dell’organizzazione è di origine albanese e nella città di Pietrasanta si è candidato un cittadino della Giordania naturalizzato. Per un paese come il Brasile, dove la mistura di razze e origini è grande, tutto ciò sembra una cosa normale. Ma non ancora in Italia, e principalmente nella Lega Nord, che considera musulmani e albanesi nemici di primo piano

In Canada, infine, Cyberpresse ha spiegato le ragioni di quello che chiama "l'improbabile successo di un partito xenofobo":

Paradossalmente, la Lega Nord riesce a conservare l’anima di un partito d’opposizione, nonostante faccia parte della coalizione attualmente al Governo. “Governano e protestano al tempo stesso”, spiega un altro analista esperto della Lega Nord, Christophe Bouillaud, affiliato all’Istituto di scienze politiche di Grenoble. Il fatto che nessun dirigente del partito sia stato coinvolto nei grandi scandali di corruzione ha favorito il partito alle ultime elezioni, afferma Bouilard, che non scarta la possibilità che l’ascesa del partito possa essere effimera. “Hanno già vissuto nel passato diversi trionfi, senza che questi siano durati nel tempo”. Il risultato delle regionali rischia, comunque sia, di tradursi in un nuovo giro di vite sulla questione dell’immigrazione, che è l’anima del programma della Lega Nord.“Nei loro discorsi, l’immigrato è colui che viene a rubare le ricchezze costruite dalle economie locali”, sottolinea Camus. Una visione ancor più deprimente, aggiunge, visto che il nord dell’Italia, oggi rigoglioso, ha assistito a lungo all’esodo dei suoi abitanti verso il nord dell’Europa e verso l’America del Nord

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