Elezioni Regno Unito 2010: la BBC, David Cameron e i giornalisti italiani


Grazie il digitale terrestre, da qualche tempo ho la possibilità di guardare BBC World News, e di prendere così una boccata d'aria rispetto all'asfittico panorama televisivo nostrano. Ieri pomeriggio ad esempio mi è capitato di vedere una puntata del programma politico "Newsnight", il cui ospite d'onore era il candidato conservatore alle imminenti elezioni britanniche, David Cameron.

L'intervista è fin da subito sembrata molto bizzarra ad uno spettatore italiano come me: l 'intervistatore, Jeremy Paxman, ha infatti incalzato il probabile prossimo primo ministro britannico con una serie di domande provocatorie, del tipo "Lei promette cambiamento, ma è stato parte dell'establishment negli ultimi 20 anni. Com'è possibile?".

Quando Cameron svicolava, Paxman gli dava sulla voce, lo interrompeva e gli proponeva ulteriori domande per metterlo ancora più alle strette. Rinfacciandogli ad esempio palesi contraddizioni tra le sue dichiarazioni odierne e quelle di qualche mese fa. L'intervista di Newsnight al laburista Gordon Brown è sullo stesso tenore, e si apre con la domanda "Avevate promesso di ripulire la politica, perchè avete fallito?".

Mentre assistevo a bocca aperta a questo match televisivo, ho provato a fare un esperimento mentale: ho confrontato quanto vedevo con le interviste televisive del nostro premier Berlusconi. In cui le domande sono in genere supine, e ogni tentativo di non rispondere ha sistematicamente successo. In cui se c'è qualcuno che interrompe, è l'intervistato e non l'intervistatore.

Quando - molto raramente - l'intervistatore italiano osa porsi à la Paxman, il risultato è spesso la furia del politico, e il suo abbandono della scena: ricordate il famoso scontro Berlusconi - Annunziata? Quello in cui non solo il premier non accetta di essere interrotto, non solo se ne va, ma annuncia anche che l'episodio costituirà "una macchia per la sua carriera". Riferendosi alla carriera dell'Annunziata però, non alla propria.

Più recentemente mi è capitato - è vero - di vedere un candidato letteralmente massacrato di domande provocatorie da parte degli intervistatori durante una tribuna politica italiana: si trattava però del candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della regione Emilia Romagna Giovanni Favia, subissato di questioni argute come "Lei dice che è il vostro è un movimento di giovani, ma quei giovani che militano nei partiti tradizionali allora non sono giovani?".

Il punto è che vedendo come due persone dialogano si può in genere capire quali sono i rapporti di potere tra di loro. Ecco: il confronto tra le interviste della BBC e quelle della RAI ci dice che i nostri giornalisti sono deboli con i forti (i politici importanti) e forti con i deboli (gli outsider). Dev'essere per questo che il rapporto Freedom House di quest'anno indica ancora una volta il nostro paese come l'unico a "parziale libertà di stampa" in Europa occidentale.


In tutto ciò c'è poi un aspetto ironico: BBC World News è nella maggior parte del mondo distribuito come un canale a pagamento. In Italia invece è visibile in chiaro sul digitale terrestre: sulle frequenze Mediaset. Come dire che il Presidente del Consiglio ci regala la libertà di vedere dure interviste ai politici britannici; per quelle ai nostri invece, temo dovremo aspettare a lungo.

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO