Sistema Anemone. Coinvolti un ministro e 3 deputati


Don Bancomat, chi è costui? Consentitemi una citazione manzoniana per aprire il sipario sul nuovo scandalo che sta per colpire il pianeta politico italiano; scandalo preannunciato dalle voci rincorsesi nei giorni scorsi sul ministro Claudio Scajola. Il reverendo in questione è Evaldo Biasini, che agiva da tesoriere dell'imprenditore Diego Anemone per poi ridistribuire il denaro ai "meritevoli", sempre secondo le indicazioni del discusso faccendiere. E gli interessi sul capitale ai poveri bimbi d'Africa, per rendere ancor più paradossale il sistema.

Ed ecco come funzionava il metodo. Anemone svolgeva lavori periodici per la Congregazione dei missionari del Preziosissimo sangue e invece di riscuotere i compensi li lasciava su un conto "amministrato" da Don Bancomat. Questo conto poteva così essere utilizzato per i pagamenti di favore agli amici del costruttore.

Già. Peccato che Biasini tenesse traccia di tutto in un brogliaccio, che ora è nelle mani degli inquirenti. E anche se i nomi non sono ancora usciti, appare chiato il coinvolgimento di almeno 4 parlamentari, tre di centrodestra e uno di centrosinistra, ivi incluso un ministro.

Per quanto riguarda quest'ultimo, anche se tutte le indicazioni sembrerebbero portare al sunnominato Scajola (che si è sempre professato innocente per ogni attività relativa alla vendita del suo appartamento) cominciano a circolare altre voci, tenuto conto del fatto che non è stato specificato se si tratti di un attuale ministro o di un ex.

A questo proposito Pietro Lunardi (già titolare dei Lavori pubblici, Forza Italia) - evidentemente tirato in ballo per qualche motivo - ha voluto immediatamente sottolineare che "Anemone ha fatto solo dei lavori in campagna da me a Parma". Mistero fitto sugli altri eventuali coinvolti. Ma è possibile che qualcosa trapeli già in giornata.

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