Claudio Scajola si dimette. Per la terza volta

La presunta colpevolezza di Claudio Scajola è talmente prossima ad essere accertata anche in sede legale che persino Silvio Berlusconi, pronto a non accettare le dimissioni di altre persone, non ha chiesto pubblicamente al Ministro di rimanere.

Ieri, poche ore prima della conferenza stampa, la Stampa pubblicava un bel profilo del responsabile dello Sviluppo Economico ripreso poi da Francesco Costa che prima di altri ha fatto notare che quanto successo ieri non altro che l’ennesimo episodio che lega l’esponente del Pdl alla cattiva politica.

Scrive Francesco Costa sul suo blog:

“Questa è la terza volta che Scajola si dimette, non la seconda. Si dimise pure da sindaco di Imperia, nel 1983. Lo arrestarono i carabinieri, l’accusa era concussione, poi venne prosciolto. Il nipote di Scajola, invece, si chiama Marco ed è vicesindaco di Imperia. Alle ultime elezioni è stato eletto in consiglio regionale e oggi (ieri, ndr) si sarebbe dovuto dimettere da vicesindaco. Hanno rimandato.

Anche il padre di Scajola, Ferdinando, ha fatto il sindaco di Imperia, negli anni Cinquanta. Anche lui si dimise, dopo solo un anno di mandato, accusato di aver favorito il cognato per un posto da primario. Anche il fratello di Scajola, Alessandro, ha fatto il sindaco di Imperia, dal 1974 al 1979. E senza dimettersi mai!”

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