"Napoleonsilvio", addio ... trono?


Paura e sospetti si allargano a macchia d’olio nel partito del “predellino”. La maggioranza è sommersa dagli scandali: al di là dei singoli nomi, il tarlo corrode la pianta e nessuno è più sicuro di niente. Pdl e maggioranza, dopo un anno da “lupi” (i sexigate del Cav , Spatuzza e Ciancimino che raccordano mafia-Forza Italia-Dell’Utri, il Bertolasogate, l’ultimo Scajola, poi Ciarrapico, i Fitto i Cosentino, gli assessori accusati, indagati e chissà cos’altro, a cominciare dai rumors che prevedono tempesta su Verdini, Matteoli, Lunardi, addirittura su Gianni Letta) sono visti oramai come macchina per la gestione del potere fine a se stessa. Cricca che alimenta cricca.

“Alì Berlusconi e i quaranta ladroni” è la battuta più gettonata del Palazzo. E nessuno ride. La questione morale stravolge l’immagine del Pdl, fa vacillare Premier e maggioranza.

La domanda è una sola: “La testa di Scajola basterà a non fare alzare l’asticella dell’offensiva giudiziaria?”.

Silvio Berlusconi è in panne: non può più minacciare le elezioni anticipate, perché sa che può perderle. Ecco perché nel Pdl c’è il “rompete le righe”: nessuno “copre” più nessuno e i “guastatori” minano il campo. E il Cavaliere è sempre più solo. Il Sultanato vacilla. Il Colle è un miraggio.

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