Dal (bel) paese dei "balocchi" all'inferno della Grecia?


Quello che Silvio Berlusconi ha fatto con l’ex ministro Scajola si ripeterà ogni qualvolta uno dei suoi “big” cadrà nelle maglie della giustizia o incapperà in qualche “disgraziata” vicenda.

Il premier, cioè, prima farà finta di niente, poi scaricherà il malcapitato di turno (adesso tocca a Verdini?).

Ma premier, governo e maggioranza sono su un piano inclinato, scivolano in un tunnel senza via d’uscita. Il populismo e la demagogia non reggono più di fronte a una realtà che fa acqua da tutte le parti.

Qui c’è davvero un Paese da salvare, sul piano economico, ma anche su quello culturale e morale. E chi lo salva quando il “tonfo” dimostrerà il “vuoto” del berlusconismo?

Il Pd del giovane fiorentino Renzi, che quasi quasi fa rimpiangere nientepopodimenoche il voltagabbana Capezzone? Il Pd della “volpe del Tavoliere” D’Alema, che perde l’unica qualità che aveva, cioè la freddezza, facendosi trascinare nel volgare chiacchiericcio da pennivendoli inutili e prezzolati? Il Pd delle “lenzuolate” di Bersani, segretario sor tentenna?

La Seconda repubblica ha promesso l’alternanza, le riforme, la stabilità, la politica pulita. Invece si è messo in discussione il primato dello Stato come “interesse generale” e lo si è sostituito con l’antipolitica e il malaffare, l’egoismo privato e sociale, la paura degli altri, la difesa con le ronde del proprio territorio, il disprezzo della legga, l’attacco alla dignità e ai diritti del lavoro.

Gli italiani, invece dell’agognato paese dei balocchi, adesso rischiano l’inferno della Grecia.

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