Olmert, Berlusconi, la congiura dei pm e la caccia alle streghe

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Quando il mondo diventa paese: un paio d'anni fa Ehud Olmert, primo ministro israeliano, si era dimesso da ogni incarico di governo e aveva rinunciato a partecipare alle primarie per poter affrontare "serenamente" alcune disavventure giudiziarie. Poca cosa, rispetto a quanto vede coinvolto da decenni Silvio Berlusconi, ma le accuse erano comunque gravi:

A colpire la sua immagine sono state le continue accuse di corruzione. Le ultime vicissitudini lo vedono sotto inchiesta per aver ricevuto 150mila dollari di fondi illegali dal magnate americano Morris Talansky e per aver chiesto due volte i rimborsi per le spese dei suoi viaggi come sindaco di Gerusalemme. Olmert, nella diretta televisiva dalla sua casa di Gerusalemme si è detto estraneo alle vicende e «fiero di essere il Primo ministro di un Paese che mette sotto inchiesta il suo capo del Governo»

Soprattutto quest'ultima frase, era diventata una specie di mantra: "fiero di essere il Primo ministro di un Paese che mette sotto inchiesta il suo capo del Governo". Che senso dello Stato. Ve la immaginate pronunciata da Berlusconi? Per carità... infatti, anche relativamente alle ultime vicende - ben riassunte da Massimo - come il casagate vista Colosseo di Claudio Scajola, la reazione è sempre la stessa: è una congiura!

Una congiura che esiste solo nella sua testa, e ora che da qualche settimana la frattura con Fini è totale, anche il presidente della Camera può ammetterlo senza problemi. Ammette senza problemi quello che sempre ha pensato, ma che si era dimenticato quando fondava un partito di governo, il Popolo della Libertà, ma sono dettagli. Testuali parole di Gianfranco Fini,

«Non c'è nessuna congiura o accanimento dei giudici contro l'esecutivo»

Poco spazio ai dubbi direi. Ma perché all'inizio del post vi ho tirato in mezzo Olmert? Perché anche Olmert oggi si atteggia a perseguitato. Forse anche lui ha capito che è una strategia vincente, fare la vittima. Lo ha spiegato stamane all'uscita del tribunale

''Da un oltre un mese viene condotta nei miei confronti una caccia alle streghe brutale, crudele, spietata, di un genere che ancora non si era visto in Israele. Non mi e' mai stata proposta ne' io ho mai accettato alcuna corruzione, ne' direttamente ne' in forma indiretta, ne' in questa ne' in altre vicenda''

secondo Olmert, questa campagna sarebbe condotta a tavolino - pura strategia di difesa mediatica berlusconiana, se ci pensate - per infangarlo, da persone che

"si imbevono di alti principi sul primato della giustizia e poi calpestano le regole piu' elementari. Sono stato segnato come un bersaglio, nell'obiettivo di eliminarmi, e adesso cercano ogni briciola di informazione"

Una bella inversione di rotta, sembra di leggere una dichiarazione di Raffaele Lombardo.

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