Elezioni in Gran Bretagna: pasticcio e ingovernabilità. Male il fenomeno Clegg


Quando siamo ormai al 75% delle sezioni scrutinate la Gran Bretagna conferma i timori della vigilia e si avvia a una sostanziale ingovernabilità. I Laburisti come previsto escono sconfitti e rimpiangeranno a lungo l'esilio forzato di Tony Blair che aveva garantito loro più di un decennio di dominio politico.

La più grossa sorpresa negativa è tuttavia il mancato boom di Nicky Clegg. Il tanto decantato leader dei Liberaldemocratici dovrebbe infatti fermarsi sotto la soglia dei 50 seggi, rimanendo sì ago della bilancia, ma senza esplodere come alcuni avevano previsto dopo il primo dibattitito elettorale.

Al momento i conservatori di David Cameron raggiungerebbero una netta maggioranza relativa, attestandosi sui 290 seggi, contro i 250 circa dei Laburisti di Gordon Brown. I LibDem sarebbero quindi decisivi per realizzare una coalizione di governo, che si identificherebbe quasi sicuramente con un'alleanza coi Lab.

Unica ipotesi alternativa un eventuale governo di minoranza di Cameron, con tutto quel che ne consegue. Il rischio per i tories sarebbe infatti di esporsi allo scontento popolare, non potendo prendere alcuna decisione di peso, divenendo così il capro espiatorio della situazione. Una prospettiva ben poco attraente per l'ambizioso (e valido) Cameron.

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