Rassegna stampa estera: Saviano, Berlusconi e la mafia


Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi attirano spesso l'attenzione delle testate giornalistiche straniere. E Roberto Saviano, grazie al successo planetario del suo libro "Gomorra" è un nome conosciuto per l'opinione pubblica di molti paesi.

Stanti queste premesse, era prevedibile che le recenti affermazioni del premier su "Gomorra" suscitassero una certa eco nei media d'oltralpe. Lo svizzero 24 heures ha ad esempio dato spazio alle dichiarazioni di risposta dello scrittore partenopeo, raccolte alla conferenza mondiale sul giornalismo d’inchiesta di Ginevra:

“Silvio Berlusconi non è stato corretto con me. Afferma che faccio torto al mio paese. Ma io credo che solo la verità serva a dare ad un paese la propria dignità. Il potere mafioso non è determinato da colui che racconta il crimine ma da colui che commette il crimine», si difende Roberto Saviano

Interrogato sulle ragioni che hanno spinto il capo del governo italiano a rimproverarlo pubblicamente, il giornalista rifiuta di limitare il problema dell’Italia con la mafia al solo Berlusconi. «Egli è il risultato della situazione che prevale in Italia. Non ne è la causa. Il problema, è che molte persone pensano come lui che parlare di questo problema è pregiudizievole per il paese», constata il giornalista

Il francese Nouvel Observateur ha polemicamente messo in relazione la mancata partecipazione di Saviano ad alcuni eventi in Francia con l'ostilità del governo Berlusconi nei suoi confronti:

Non esci dall’Italia come da un porto di mare quando ti chiami Roberto Saviano. Sono necessari dispositivi di sicurezza, dispositivi di sicurezza e ancora dispositivi di sicurezza. Sono necessarie anche, e soprattutto, autorizzazioni ufficiali. L’autore di «Gomorra» aveva finito con l’ottenerle per venire in Francia, dal 3 al 6 maggio prossimi. Doveva parlare di «La Bellezza e l’Inferno», la formidabile raccolta di articoli che pubblica in questi giorni (presso Robert Laffont). Avevano trovato un hotel che accettava di accoglierlo. Numerosi incontri erano stati fissati, decine di giornalisti lo attendevano. Ma tutto ciò non è più di attualità: il suo viaggio è stato appena annullato, da una di quelle decisioni a livello governativo che hanno il potere di fare a meno dei motivi. Indubbiamente non ci saranno difficoltà ad invocare misteriose ragioni di sicurezza, ma ecco tuttavia che queste cadono a fagiolo per evitare a Saviano di fare «cattiva pubblicità all’Italia», come dice un certo Silvio Berlusconi. (..) Ma che idea, francamente, ostinarsi a denunciare l’economia criminale della mafia con il pretesto che lei ti ha condannato a morte? Paragonare l’attitudine del Cavaliere a quella dei camorristi pronti a tutto per screditarti? Almeno Saviano non verrà a farlo in Francia all’inizio di maggio. Ouf. Il governo berlusconiano è decisamente campione quando si tratta di difendere l’immagine dell’Italia

La notizia è nel giro di breve rimbalzata su alcuni blog italiani, e ha causato una smentita da parte di Saviano stesso, che ha a sua volta portato il Nouvel Obs ad aggiungere un PS - a dire il vero non troppo convinto:

Qualche ora dopo la pubblicazione di questo post assicurano, nello staff di Roberto Saviano, che [lo scrittore] avrebbe annullato il suo viaggio di sua iniziativa. Ragioni personali? O posizione perfettamente comprensibile di un uomo che già ha abbastanza noie per andarsi a mettere contro anche il Governo italiano? È da quel Governo che dipende la sua sicurezza

La tedesca TAZ, dal canto suo, ha dedicato un lungo articolo ad un attivista anti-mafia meno conosciuto: il giornalista siciliano Pino Maniaci, che ha fondato una propria emittente televisiva locale allo scopo di riportare notizie su Cosa Nostra.

L’emittente Telejato è un’azienda a conduzione familiare, in cui collaborano la moglie e due dei suoi figli ed è finanziata attraverso donazioni e da tre minuti di pubblicità ogni ora. Ma cosa ci può essere da riportare a Partinico, questa pittoresca cittadina non lontana da Palermo, da dover necessitare del “più lungo notiziario del mondo”, come lui stesso lo definisce? L’apertura di un nuovo panificio e il compleanno del sindaco, Pino li menziona solo marginalmente. Lui persegue un altro obiettivo: la lotta alla mafia. “Estorsioni, licenze edilizie discutibili e scandali aziendali – Cosa Nostra, la mafia siciliana, è ovunque “, dice Pino, soprattutto qui, nel” Triangolo delle Bermuda della mafia “: Corleone, Partinico, Cinisi. (..)sono ancora pochi in Italia, anche tra i giornalisti, ad avere il coraggio di attaccare pubblicamente la mafia. Quelli che lo fanno vengono esaltati, come eroi da vivi, come martiri da morti. Pino non riesce più a contare i premi ricevuti per il giornalismo indipendente. Solo questo mese ha ricevuto due riconoscimenti. (..) Ma per la lotta antimafia occorre ben più di un paio di temerari. “Lo Stato fa troppo poca pressione perché è esso stesso, in parte, invischiato con Cosa Nostra”. In Italia emergono continuamente coinvolgimenti tra politica e mafia. In cambio di voti i politici assicurano ai mafiosi l’assistenza legale in tribunale: una situazione vantaggiosa per tutti. Proprio in questi giorni Raffaele Lombardo, nientemeno che il Presidente della Regione Sicilia, viene interrogato per presunti legami con un boss mafioso

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