Segnalazioni: La crisi della fiducia di Pierangelo Dacrema, le colpe del rating nel crollo della finanza globale

dacrema crisi fiduciaPassiamo nel giro di pochi semestri da una crisi all'altra, da un piano di salvataggio all'altro, da un bailout di Obama per evitare il tracollo, a un piano - notizia di stamane - che potrebbe arrivare fino a 750 miliardi per stabilizzare l'Eurozona a rischio naufragio dopo la crisi greca. Stamattina la borsa sembra reagire bene, ma al di là della contingenza, è interessante riprendere in mano in questi giorni La crisi della fiducia, volume di Pierangelo Dacrema del 2008.

In piena crisi - l'altra, diciamo la versione 1.0 - l'economista già docente in Bocconi, affrontava un tema interessante allora come oggi: le colpe delle agenzie di rating, i vari Moody's, Standards & Poor's, Fitch nella crisi globale. La fiducia data a istituzioni che un paio d'anni fa come oggi dimostrano di avere una credibilità prossima allo zero: ma che in un sistema, quello finanziario, solo apparentemente razionale in cui le fondamenta sprofondano nell'immateriale, nella fiducia, possono decidere il destino di una nazione con una A in più o in meno.

Michele Boldrin di NFA, aveva affrontato il tema settimana scorsa, prima del maxipiano su tutti i giornali oggi. Settimana scorsa il tema centrale era il "contagio", che dalla Grecia sarebbe potuto passare ad altri Paesi dell'Eurozona. Alcuni report, su cui si basavano le attese dei mercati, erano allarmisti

ad alimentare questa incertezza oggi è uscito l'ennesimo "studio" (si fa per dire, son due cazzate messe in croce che noi potremmo far fare ad un RA in tre giorni!) di un'agenzia di ratings che ripete la solita solfa sul "contagio" da un paese all'altro. Per ragioni che mi sfuggono hanno deciso che le vittime del contagio dovrebbero essere IR, UK, IT, ES, PT e GR.

Son certo che hanno ragione: SE arriva il panico, qualunque paese sia oggetto del medesimo va sotto. Data l'incertezza, il documento in questione ha scatenato ... il panico! Giustificato? Non saprei dire. A me sembra ingiustificato, ma il punto è un altro.

Il terribile documento di Moody's non contiene alcuna informazione che non fosse ben nota da settimane o mesi a chi si occupa di queste cose. Perché quindi ha un tale effetto? Vi sono due possibili spiegazioni e, a differenza di altri casi, non escludo nessuna delle due.

Spiegazione (a): poiché i governi dei paesi in grave crisi fiscale (praticamente quasi tutti i grandi paesi europei) continuano a cincischiare ed a far finta che la crisi si risolverà senza alcuna seria riforma, gli investitori non si fidano nel modo più assoluto di nessuno. Appena c'è un segnale negativo, corrono tutti in direzione della porta d'uscita.

Spiegazione (b): poiché la situazione è di estrema incertezza e basta un niente per creare ondate di vendite ed acquisti, i furbetti che hanno accesso ai media e sanno come manipolarli giocano a muovere i mercati facendo uscire le notizie nel modo adeguato


Il volume di Dacrema ci spiega come funzionino queste agenzie di rating, e se e quanto ci sia da fidarsi delle loro valutazioni. In questo periodo, una lettura decisamente consigliabile, anche per non farsi prendere dal panico. O anche per farcisi travolgere.

Pierangelo Dacrema,
La crisi della fiducia, le colpe del rating nel crollo della finanza globale
ETAS Libri, 134 pp, 14 euro

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