Arieccolo! Torna "Uolter" ... l'amerikano


Ma che vuole, “Uolter”? L’ex sindaco di Roma ed ex segretario del Pd (ed ex di un altro sacco di cose fallite), si sa, vuole fare l’”amerikano”.

Fino a un certo punto, s’intende. Perché oltreoceano quando un leader toppa, viene rispedito a casa. Qui no. Questo è il Belpaese del restyling. E degli agguati.

Veltroni per due volte è … “fuggito” dopo sonore batoste, minacciando di fare il cincinnato: addirittura di emigrare in Africa. Belle balle.

In questi mesi Walterino si è preparato, ha aspettato che Bersani ansimasse dopo il ko delle Regionali, che D’Alema annaspasse dopo la faccia persa in Puglia (e non solo), che i Popolari ex Margherita minacciassero la scissione. Ed è tornato in campo a Cortona per mettersi sul piedistallo della “minoranza” del Pd.

E giù fiocinate contro la linea di Bersani, giù napalm contro la strategia di alleanze dalemiane e gran rilancio con ripetizione a memoria della “gloriosa” linea del Lingotto. Quella della vocazione maggioritaria. Bene così. Anzi, male, molto male.

Ma non è stata la linea di “Uolter” ad avere ridotto in queste condizioni il Pd e ad aver dato l’Italia in mano a Silvio Berlusconi?

Tutto il resto è aria fritta. Le solite logorate e logoranti, interminabili beghe interne. Di cui, francamente, non se ne può più.

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