"I clandestini delinquono". Moratti spara, la sinistra insorge


Grande clamore ha sollevato una dichiarazione resa ieri in conferenza stampa dal sindaco di Milano Letizia Moratti (qui ne parliamo su 02blog). Si tratta di una vecchia polemica, ma molto significativa per capire quanto le posizioni di destra e sinistra siano tuttora inconciliabili su problemi come delinquenza e immigrazione.

La Moratti di fatto ha scoperto l'acqua calda, affermando che i clandestini se non hanno un lavoro di norma delinquono. Un dato che potrebbe persino apparire scontato ai più, dato che se non hanno mezzi di sussistenza in qualche modo dovranno pure arrangiarsi. Quindi o vivono alle spalle di qualcuno che li aiuta o si danno all'accattonaggio (pur esso un reato) o commettono reati più gravi.

Tanto è bastato tuttavia per provocare l'insorgenza delle anime belle, con il consueto campionario di buonismo, del tipo: "anche gli italiani delinquono, è razzismo" ecc. ecc. Ma alla realtà bisogna guardare in faccia. È ovvio che anche gli italiani commettono reati, e nessuno ce l'ha con i clandestini in quanto tali, ma se non si creano le condizioni perché possano rimanere in Italia onestamente non possono che accrescere il tasso di delinquenza del nostro paese.

A tale proposito può essere utile leggere qualche dato riguardo all'incidenza dei reati commessi da clandestini (rispetto al totale reati denunciati ad opera di stranieri):

Omicidi commessi/tentati: 73%
Rapine: 79%
Furti: 80%
Stupri: 62%

Tant'è.

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