Casini, dove vai, se la ramazza non ce l'hai?


Due colpi ha “sparato” Pierferdinando Casini, non uno solo.

Il primo riguarda la proposta di un nuovo governo “a tempo” di “salute pubblica”. Il leader centrista non solo punta al superamento immediato del governo Berlusconi e del “berlusconismo”, ma ritiene che nessuna maggioranza possa realizzare un esecutivo per fare le riforme, perché sarebbe punito elettoralmente.

Se invece tutti (o quasi) i partiti, per uscire dalla crisi, concordano una linea efficace ma da “purga di cavallo”, nessuno potrebbe trarne vantaggio o svantaggio elettoralmente.

Insomma, schematizzando, per salvare l’Italia e per ridarle rilancio, bisogna non assecondare il “particulare” degli italiani e puntare esclusivamente sugli interessi generali del Paese, costi quel che costi. L’opposto della logica del Cavaliere, tutta basata sui sondaggi, cioè dare al popolo quel che il popolo chiede.

Il secondo colpo riguarda il nuovo partito. Casini ha passato il Rubicone. Anche perché “costretto” dalla realtà, con l’Udc che ha terminato la propria “spinta propulsiva” e che così al prossimo giro potrebbe stare al di sotto della soglia di sbarramento. Azzerati, quindi gli organismi, si punta con decisione sul muovo Partito della nazione, “aperto a tutti”.

Il passo è importante, dopo i continui stop and go. Si punta a costruire il terzo polo, per chiudere con il bipolarismo Made in Italy e riaprire il gioco politico.

Non mancano dubbi e perplessità. Che non si riduca il tutto a una kermesse, a una operazione di maquillage e mediatica!

L’idea e il progetto devono essere sostenuti da un forte spessore politico e morale. In altre parole, visti l’Udc e dintorni, ci vuole la … ramazza. E qui casca l’asino.

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