Anemone, Bertolaso, la cricca, i soldi e le opere pubbliche: un edificante affresco italiano


La vicenda che ruota intorno agli appalti, alle mazzette, alle donazioni e ai benefit messi in circolo per agevolare amici e imprenditori assegnandogli appalti e soldi pubblici merita senz'altro di essere definita edificante. Non solo perché affonda le sue fondamenta nel cemento (oltre che nella melma) ma anche per il suo evidente valore didattico educativo.

Ancora una volta il messaggio che si può facilmente evincere da questa inchiesta (non serve neppure attendere le conclusioni del terzo grado, basta leggere le intercettazioni) è che in Italia si diventa ricchi e potenti facendo marchette e favori (mica pagando le tasse) se possibile a spese della collettività. Gli altri, onesti e sfigati, possono girare in metropolitana per ore.

Affrontare cantieri infiniti (chissà come mai...) e vivere nei palazzoni fuori dal raccordo e dalla tangenziale. Loro, i furbi, quelli con gli amici di manica larga che tanto decantano il governo del fare, possono avere appartamentoni vista Colosseo, auto di lusso e naturalmente escort da esibire nei locali vip. Tutto giusto...

Ma vediamo di riassumere questa vicenda. Un raggio di luce arriverà probabilmente dalle dichiarazioni dell'architetto Angelo Zampolini, che sarebbe intenzionato a collaborare con la Procura di Perugia, che ha rinunciato a chiederne nuovamente l'arresto. Sarebbe stato lui a consegnare parte degli assegni e dei soldi necessari a far funzionare gli ingranaggi della macchina messa in piedi dalla cricca Anemone. Repubblica ci spiega che

Ventuno contratti di appalto per oltre 100 milioni di euro, stipulati tra il settembre del 2002 e il novembre del 2009 con il solo Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio, documentano in che misura il costruttore Diego Anemone fosse diventato, grazie anche alla decisiva sponda di Angelo Balducci, la "naturale" calamita delle commesse di Stato protette dal vincolo della "riservatezza", aggiudicate con procedure d'urgenza e gare a invito.

Il Corriere della Sera invece si concentra sull'affare Scajola:

L’ipotesi è che a legare queste compravendite di case sia lo stesso appalto concesso al gruppo Anemone: la ristrutturazione del palazzo del Sisde—la sede degli 007 civili—in piazza Zama a Roma costata circa 11 milioni di euro. I lavori furono affidati nel 2002, cioè quando Scajola guidava il Viminale, da cui dipendeva il Sisde, e Pittorru era responsabile del settore logistico. Quelle abitazioni potrebbero essere la contropartita concessa da Anemone a chi lo aveva favorito nell’aggiudicazione. Del resto, la sua carriera era già in ascesa e da allora sono decine gli appalti pubblici che è riuscito ad accaparrarsi. Un lungo elenco sul quale si concentrano i controlli dei carabinieri del Ros e della Guardia di Finanza.


E indugia anche su un piccolo dettaglio...

E così ci si concentra sulla scuola di formazione degli 007 ai castelli romani, ma anche sulle carceri, sugli alloggi di prestigio di ministri e sottosegretari, sulla scuola dei corazzieri, su altre sedi «sensibili» che Anemone avrebbe costruito o ristrutturato grazie alla concessione del Nos, il nulla osta di sicurezza che la sua azienda aveva ottenuto.

Il Messaggero invece focalizza l'attenzione sui lavoratori clandestini che sarebbero stati utilizzati nei cantieri del G8 alla Maddalena:

Emerge intanto che nei cantieri per il G8 della Maddalena venivano impiegati lavoratori clandestini, con sospetti su possibili rischi terrorismo.

Il Tempo guarda alle agende della cricca, per scoprire che:

Figli, amici, parenti lontani e vicini. Chiunque per entrare a far parte dei lavori per i "grandi eventi". Bastava conoscere la persona giusta al posto giusto. E il gioco era fatto.

Tiscali Cronaca riassume in maniera semplice ed efficace il giro d'affari mosso da questi personaggi:

I nuovi capitoli si aggiungono insomma continuamente alla vicenda della cricca, delinenado un quadro affaristico incredibile. Nel solo periodo da settembre 2002 a novembre 2009 – per esempio – il gruppo Anemone si aggiudicò ventuno contratti di appalto per oltre 100 milioni di euro. Grazie alla sponda offerta da Angelo Balducci, insomma, era diventato il destinatario di un gran numero di commesse di Stato. E ciò fa capire il ruolo di primo piano che il costruttore Anemone stava acquisendo nei grandi appalti pubblici, prima ancora che entrasse negli appalti della Protezione civile di Bertolaso (G8 della Maddalena, Mondiali di Nuoto, opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia). I suoi clienti si chiamavano Senato della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ministeri dell'Interno, della Giustizia, della Difesa e delle Finanze.

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