I conservatori tornano al governo dopo 13 anni. Asse Cameron-Clegg sulla Manica

camoron governo ukDopo una giornata di febbrili trattative, in cui nonostante le dimissioni del leader laburista Gordon Brown (a proposito, davvero commoventi e piene di senso dello stato le sue parole di commiato dall'incarico) più volte è apparso vicino l'accordo tra questi ultimi e i liberaldemocratici, in serata è arrivata la svolta.

David Cameron svolta al centro e si allea con i liberaldemocratici di Nick Clegg, estrometendo definitivamente i "lab" dal governo del paese. Si tratta di un cambiamento magari non epocale ma in certo qual modo storico per i sudditi di Sua Maestà, ben poco avvezzi - diversamente da noi poveri maneggioni - a vedere coalizioni di partiti al potere.

Qualche commentatore politico si è anche stupito, rilevando come Clegg fosse sempre sembrato più vicino alla sinistra che ai tories, ma oltre ai risultati elettorali molto ha potuto la comunanza caratteriale ed anagrafica dei due leader. Cameron e Clegg condividono infatti età (43 anni) e idee chiare e innovatrici sul futuro del paese.

Si è parlato di una seconda era Thatcher, ma l'attribuzione è del tutto impropria. Più corretto dire che Cameron apre ai moderati e riporta il suo partito verso il centro, con una spruzzatina di sinistra garantita dalle idee a 360° dell'eclettico Clegg, e scusate la cacofonia.

Si potrà obiettare che manchino chiare garanzie di solidità e durata della coalizione, ma il fatto che i Tories abbiano acconsentito a nominare il capo dei LibDem vice primo ministro la dice lunga sull'apertura di credito a Clegg, che si trova ora di fronte all'occasione della vita per se stesso e la sua forza politica. Tutti si aspettano grandi cose dalla nuova Gran Bretagna, dove si respira una sorta di "clima Obama". E allora la parola alle due C (Cam-Clegg) nell'albionica speranza di non restarne delusi.

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