Ore 12 - Fini stende la "rete". Il "pesce" è già dentro. E non lo sa...

altroFa saltare l’incontro con il triumviro Denis Verdini per dimostrare a Silvio Berlusconi chi è che tiene in mano il bandolo della matassa.

Ma Gianfranco Fini non si limita al gioco delle “tre carte”. Il presidente della Camera ha una strategia ben definita, basata sul logoramento a "fuoco lento" del Cavaliere.

Quindi “no” alla ricucitura con Il Premier: anzi marcare in modo sempre più approfondito e plateale la propria distanza dal fondatore e padre-padrone del partito del “predellino”.

Questo perché i problemi politici posti nella “famosa” riunione della Direzione sono tutti lì e lì staranno a marcire. La mediazione è impossibile perché l’ex leader di An ha messo in discussioni i cardini su cui regge il “berlusconismo”.

E soprattutto perché sedersi sulla sponda del fiume può dare frutti insperati.

Fini è certo che le inchieste giudiziarie procederanno e saranno devastanti, con “esito catastrofico” per il Premier e per il Governo. Il cappio della “questione morale” stringerà l’esecutivo fino a soffocarlo definitivamente. Non bastasse, la maggioranza potrebbe frantumarsi sullo scoglio del federalismo e potrebbe essere lo stesso Tremonti a sparare il colpo di grazia.

Così Fini prepara la convention di Generazione Italia, la sua corrente. Cioè il suo nuovo partito. La "rete" è già in acqua. E il pesce è già dentro. Ma non lo sa.

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