La caduta degli ... "dei"?

L’Economist ironizza sull’unità della maggioranza definendo Berlusconi, Fini, Bossi “The three stooges”, “I tre zimbelli”, noto trio comico americano.

E per dire che siamo alle comiche finali non c’era neppure bisogno dell’intervento dell’autorevole settimanale londinese.

E’ che le “tricoteuses” (le beghine parigine che applaudivano alla caduta delle teste ghigliottinate ai tempi della rivoluzione francese) sono già schierate, specie nella maggioranza, di fronte ai possibili sviluppi delle inchieste sulla “cricca”.

Dopo le dimissioni del ministro Scajola, lo stesso Berlusconi teme il peggio. C’è chi ipotizza il ko di Bertolaso, icona del governo del fare, con conseguenti dimissioni del capo della protezione civile: una slavina dagli effetti distruttivi per lo stesso esecutivo.

Non è solo Antonio Di Pietro a lanciare l’allarme: “Il governo può cadere dall’oggi al domani”. Lo stesso Pd (che chiede le dimissioni di Bertolaso e il proseguimento delle indagini) è al lavoro per verificare le condizioni di una possibile coalizione per l’emergenza.

Così la lista di Anemone precipita sulle inchieste di Appaltopoli e sul governo. Grossi nomi e sconosciuti, parassiti e clienti; un putrido calderone che fa tremare Berlusconi. E non solo.

Nel paese domina la “malapolitica”. La spartizione dei finanziamenti è stata legalizzata con imprenditori e politici che si spartiscono la torta delle commesse di stato, che costano così il doppio o il triplo del prezzo di mercato. E’ peggio di Tangentopoli.

C’è la privatizzazione della spesa pubblica attraverso società di diritto privato controllate da comuni, province, regioni e stato. Il “marcio” non è tutto targato Berlusconi. E dilaga.

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