Il Pdl perde il capogruppo al Comune di Roma: Dario Rossin passa con La Destra


Sono certo che la maggioranza dopo questa ulteriore prova di coesione potrà ripartire ancora più compatta e svolgere sempre più proficuamente i compiti che la attendono. Con queste parole, che oggi potremmo definire profetiche, Gilberto Casciani, capogruppo della Lista civica Amore per Roma, salutava la conferma di Dario Rossin alla guida dei consiglieri comunali del Pdl a Roma. Era il gennaio del 2009.

Dopo appena un anno il passaggio di Rossin tra le fila de La Destra rappresenta, dopo il caos delle firme per la presentazione delle liste alle regionali, un altro segnale di pessima salute per il Popolo della libertà in terra laziale. E le parole con cui Rossin saluta il suo ex partito lasciano poco spazio all'ottimismo: "Lascio un gruppo consiliare frammentato, una giunta comunale che va spesso e volentieri in corto circuito ed un partito che ha ribadito la sua inefficienza alle ultime elezioni non presentando le liste del Pdl e ammazzando così un'intera classe dirigente".

Per il sindaco Alemanno, secondo cui non è accettabile che un onorevole possa dall'oggi al domani passare ad essere capogruppo Pdl a capogruppo de La Destra, senza una minima pausa di riflessione, la scelta di Rossin si spiega con l'imminenza di un sua sostituzione come capogruppo, a cui l'ex consigliere del Pdl avrebbe reagito anticipando platealmente il dissenso col proprio partito.

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